Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Borno

LA VITA CONSACRATA IN UNA PARROCCHIA

suore a borno

Fin dall’epoca dei nostri Fondatori, la Vita Consacrata è nata per rispondere ai bisogni emergenti dalle povertà del tempo. Le necessità delle popolazioni, non ancora sorrette dagli interventi delle strutture delle pubbliche amministrazioni, in quegli anni trovavano una risposta in persone ispirate dal messaggio cristiano, a prendersi cura della gente e dei loro bisogni con grande disponibilità, intelligenza e dedizione.

Così, ad esempio si sono affacciati alla storia religiosi come don Bosco che dedicò tutta la sua vita per la formazione spirituale e la preparazione alla vita lavorativa dei giovani; come s. Camillo che si prese cura degli ammalati, e ancora Madre Teresa che dedicò tutta la sua vita a sollevare gli abbandonati nello spirito e nel corpo; Madre Cabrini che prese a cuore gli emigranti che a milioni abbandonarono l’Italia e anche la nostra Valle; madre Cocchetti che indirizzò la sua missione alla formazione delle ragazze sia a Cemmo sia nella Valle.

Con i nostri Fondatori la Vita Consacrata è uscita dai monasteri della vita contemplativa per inserirsi tra le persone, nei paesi, nelle parrocchie, negli ospedali e nelle scuole.

Ogni Istituzione ha portato il suo carisma: il suo dono di servizio e amore per gli individui, le famiglie e la società.

In Vallecamonica, fino a pochi decenni fa, c’era la presenza di numerosi Istituti religiosi: le madri Canossiane, le Suore di Maria Bambina, della Sacra Famiglia e altre ancora.

A Borno operavano congregazioni presso “la Vetta” per le giovani disagiate e ai Sanatori di Croce di Salven, a sostegno degli ammalati di tubercolosi.

Le suore Dorotee gestivano non solo l’asilo, com’era chiamato allora, ma collaboravano con le opere parrocchiali di catechesi e formazione delle ragazze.

Tutta la vita pastorale delle nostre parrocchie era pertanto supportata da comunità di religiose che a essa si dedicavano. Col Concilio Vaticano II, anche la Vita Consacrata è stata rivisitata nella percezione corrente e riconosciuta nella Chiesa per la sua natura e funzione teologica.

Pur mantenendo l’intraprendenza per il servizio alla comunità civile e parrocchiale, è stata presentata al popolo di Dio come un segno: segno della presenza nel mondo dei beni futuri quali destino ultimo dell’umanità. Così si è cominciato a sentirla, a leggerla, a valorizzarla.

Il processo avanzato di secolarizzazione ha avuto come esito la riduzione notevole di vocazioni nella Chiesa, col conseguente invecchiamento di sacerdoti e religiosi senza possibilità alcuna di ricambio.

Anche nella nostra Valle, dove le suore Dorotee erano disseminate in tanti paesi e frazioni, lentamente ma inesorabilmente sono state chiuse molte comunità. Anche perché, soprattutto relativamente alle suore, l’ente statale si è ben organizzato e ora fornisce servizi qualificati, iniziando dalle scuole materne; ma soprattutto si è entrati in un processo di denatalità, che al momento appare irreversibile, che ha diminuito il numero dei figli nelle famiglie; un processo pluralistico, secolarizzato, omologato in tutti i settori che soffoca l’invito interiore dei giovani alla vocazione per una vita donata a Dio e spesa nel suo Regno.

Tuttavia la Vita Consacrata continua a essere richiesta e apprezzata. Nelle parrocchie i parroci insistono perché le suore rimangano, anche se non più giovani, anche se non sanno più prendersi in carico i servizi apostolici, ma perché nelle comunità cristiane rimanga la testimonianza di persone consacrate che con la sola loro presenza, con la preghiera, la vicinanza a famiglie e a storie sofferte, dicano che Dio è vicino a ogni persona e a ogni realtà con un amore certo.

A Borno le suore, momentaneamente, non sono più presenti. Poiché si sono assentate per motivi di salute, la Madre Superiora col suo Consiglio non ha chiuso definitivamente la Comunità e seriamente si sta impegnando affinché presto possano tornare.

Ma, come detto sopra, quando una Comunità chiude, non è per scelta arbitraria dei suoi superiori, bensì per l’imposizione della storia: manca il ricambio generazionale dei suoi membri.

Memori della storia della presenza delle suore a Borno, della stima vicendevole intercorsa con i numerosi sacerdoti succedutisi nel tempo, con la generazione di ragazzi e famiglie che hanno amato, affiancato, collaborato con le suore di questa Comunità parrocchiale trepidante in questo frangente della storia, auspichiamo risultati positivi: che si possa ancora camminare con le suore, anche se non più giovani ma comunque portatrici di speranza, di fraternità, di condivisione, di indicazione di qual è il senso della vita di ciascuno.

L’augurio è che il loro sorriso torni a irradiarsi nei cuori di tutti: credenti e non credenti.

Suor Silvana Gheza


<<< Cinema Pineta 

 Alla chiesetta degli Alpini >>>



Estate 2019

 

Parrocchia San Giovanni Battista - Borno (BS)