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DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Lozio

In ricordo di DON GIULIO CORINI

don Giulio Corini

Nella mattinata di sabato 13 settembre 2014 ci arrivò la notizia della scomparsa prematura del nostro don Giulio. Lo ricordiamo perché tra qualche giorno ricorre il quinto anniversario da quando lo trovarono disteso supino lungo un sentiero che si inerpica verso la chiesetta di Santa Cristina. Al fianco del vicino spuntone di roccia, dove forse si era fermato per riprendersi dall'improvviso malore era ancora adagiata la sacca di tela contenente il necessario per un'uscita a cercar funghi.

Per tutti i fedeli che lo avevano conosciuto nelle valli dove svolse la sua missione era il “prete della montagna”. Un affettuoso appellativo guadagnatosi per l'amore e la dedizione rivolta alle comunità più isolate.

Don Giulio Corini nacque a Concesio, ma la sua casa fu la Valcamonica dove approdò in due riprese. Ordinato nel 1971, dal 1981 al 1993 guidò le parrocchie di San Nazaro e di Villa di Lozio. Poi, al termine della parentesi a Poncarale, assunse l'incarico di guida spirituale di Cimbergo e Paspardo.

Il profondo legame di don Giulio con la gente camuna emerse anche dalla lettera inviata ai fedeli alla vigilia del trasferimento ai vertici dell'unità pastorale del Savallese, che unisce le parrocchie di Casto, Comero e Mura: “Pensavo proprio di continuare a svolgere il mio ministero sacerdotale qui da voi fino alla pensione”, aveva scritto fra l'altro con un pizzico di malinconia don Giulio rivolgendosi alle famiglie di Cimbergo e Paspardo, “ma il Signore ha voluto diversamente. Tramite il vescovo monsignor Luciano Monari, il Signore mi ha chiamato a donare gli ultimi anni del mio servizio sacerdotale ad altre comunità parrocchiali della Valsabbia”.

Ma come era nel suo stile e nel suo temperamento, appena arrivò a Mura nell'aprile del 2011, don Giulio dedicò tutto sé stesso al nuovo incarico. E la notizia della sua morte fu come un pugno nello stomaco per i fedeli valsabbini che avevano imparato ad apprezzarlo nella sua opera, col sostegno del curato don Marco Iacomino. La sua forte fede ben percepita dai parrocchiani di ogni destinazione, si era manifestata molto presto.

Don Giulio era entrato in seminario sulla spinta della vocazione già a partire dalla quinta elementare nel 1957, mentre già il fratello Giuseppe, classe '39, che fu in passato parroco a Comero, stava già studiando da pastore di anime nella stessa struttura.

Don Giulio era un uomo di fede:e non diceva mai di no, non si tirava indietro di fronte al bisogno e alle difficoltà. Amante del canto e in particolare della musica, la sua voce non aveva bisogno di microfono, arrivava possente fino all'ultimo banco; e poi tutti gli riconoscevano un carattere molto aperto e gioviale con un'anima genuina e trasparente.

Qui a Laveno ci resta il ricordo di una bravissima persona. Tra gli anni '80 e '90 ha aiutato a crescere i nostri figli. I nostri bambini e ragazzini avevano creato in modo spontaneo e naturale una bella compagnia attorno al loro amico parroco che dispensava grandi sorrisi e belle parole, aiutandoli di conseguenza nella loro crescita. Lo seguivano volentieri quando si organizzavano escursioni varie ed anche gite in montagna.

Per qualche anno lo abbiamo ricordato con la celebrazione di una santa Messa presso una santella con una targa a lui dedicata, sulla strada della sella vicina al luogo del suo ritrovamento.

Nell'agosto 2017 è stato inaugurato un nuovo bivacco sui monti di Lozio, posizionato sul sentiero numero 6 nel tratto tra Valli Piane e Cima Bagozza, al passo del Valzellazzo a circa 2000 metri. È stato intitolato a suo nome e qui, dal momento dell'inaugurazione avvenuta a settembre, ogni anno ci si ritrova per una santa messa in suo ricordo.

Circa due mesi fa sul giornale c'era la notizia che anche suo fratello, sacerdote anche lui, è tornato alla casa del Padre.

Riposa in pace, don, sei stato anche tu un buon pastore; se puoi, poggia la tua mano sul capo delle persone che hai conosciuto: guidale sulla buona strada e allontanale dalle tentazioni del male.

Laveno di Lozio 26 giugno 2019

Fortunato


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