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MISSIONE POPOLARE

MISSIONE: riassaporare il profumo del Vangelo

“In conclusione, si è cercato di presentare una relazione soprattutto sincera nella piena consapevolezza che nessuno di noi possiede la «chiave pastorale» per aprire la porta a tutti i problemi e, soprattutto, per la loro soluzione. Oltre la Visita Pastorale che senza dubbio darà energia nuova nel campo della fede, almeno lo si spera e per questo si è pregato il Signore, si sta pensando seriamente alla celebrazione della Missione. L’ultima volta è stata celebrata subito dopo la Visita Pastorale del 1974 e precisamente nel 1975. Sono già trascorsi sedici anni e quante cose sono cambiate. Questa proposta dovrà essere studiata e organizzata: e si prevede di realizzarla nella primavera del 1993.”

disegno bambini
realizzato dopo le missioni del 1994

Le righe iniziali di questo articolo sono tratte dalla “Relazione per la VISITA PASTORALE” che nel 1991 il vescovo Mons. Bruno Foresti ha realizzato a Borno e nella Seconda Zona della Vallecamonica. Una visita da cui si è tratto vigore e slancio per la celebrazione delle Missioni popolari, che si sono in effetti svolte a Borno dal 2 al 15 febbraio 1994. La grazia di Dio ha fatto sì che la Missione venisse preparata con tanta preghiera e con tanta attenzione, anche ai minimi particolari. Posso dire che senz’altro la Missione del 1994 andò bene, eravamo tutti contenti: erano contenti i “missionari”, eravamo soddisfatti noi sacerdoti per la buona partecipazione dei parrocchiani.

Sono passati 25 anni e, rileggendo in questi giorni la relazione per la Visita pastorale del 1991, ho trovato descritta, nei suoi aspetti positivi e negativi, la situazione della comunità di Borno di allora. In 25 anni tante cose sono cambiate: qualche aspetto è migliorato, qualche altro magari è peggiorato, come del resto in tutte le comunità della nostra Vallecamonica.

La “Missione”, oggi come allora, deve aiutare il cristiano a risvegliarsi dal sonno spirituale che ci ha avvolto un po’ tutti: oggi siamo cristiani con una “fede fai da te”. Con il Battesimo il Signore ci ha inviato ad annunciare e a portare Gesù Cristo ai fratelli. S. Madre Teresa di Calcutta giustamente faceva notare: «Quando annunciamo il Vangelo, ricordiamoci che la nostra vita parla più forte delle nostre parole! Se la nostra vita smentisce le nostre parole, la gente guarderà la nostra vita e non ascolterà le nostre parole». Giorgio La Pira, coraggioso e coerente cristiano, fece a sé stesso questa domanda: «perché all’inizio del cristianesimo ci fu una grande e prodigiosa diffusione del Vangelo pur non avendo, i cristiani di allora, tanti mezzi di diffusione e di comunicazione?» e diede questa giusta risposta: «Allora i cristiani vivevano il Vangelo e, dovunque arrivava un cristiano, lì arrivava Gesù Cristo con la vita del cristiano. Oggi, purtroppo, abbiamo tanti mezzi per diffondere il Vangelo, ma i cristiani “non profumano più di Vangelo”: dobbiamo tutti ritrovare una fede viva, se vogliamo accendere altre persone con la fiamma della nostra fede. Con una candela spenta è impossibile accendere altre candele». Per essere chiaro: o si accetta tutto di Cristo o lo si rifiuta tutto. Il cristiano non può prendere di Cristo solo quello che gli fa comodo. Cristo come grande uomo sì, ma Dio no. Oppure Cristo sì, Chiesa no! Non possiamo fare a pezzi Cristo! Né, tantomeno, possiamo addomesticare la verità di Dio. La fede è una faccenda terribilmente pericolosa per gli smidollati (Kierkegaard).

Le Missioni popolari sono un grande dono di Dio. Auguro a tutti i Bornesi di accogliere con gratitudine verso Dio questo dono. “Timeo Dominum transeuntem” (Ho paura del Signore che passa). Sempre, ma soprattutto in una Missione, il Signore passa: spalanchiamo le porte delle nostre case, le porte del nostro cuore, permettiamo al Signore di entrare perché solo così potremo, anche in questi tempi difficili, profumare di Cristo, profumare di Vangelo. Questo è il mio augurio cari Bornesi, augurio che accompagno con la preghiera.

Buon cammino.

Don Giuseppe


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Estate 2019

 

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