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DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Lozio

S. MARIA ASSUNTA IN LAVENO
Fra antichi interventi e nuove sfide

Ecco cosa racconta un articolo pubblicato sul Bollettino Parrocchiale di Lozio nel 1968, ritrovato tra le vecchie carte del Segretario “Ministro del Tesoro”.

chiesa Laveno

CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA - “Dichiaro proprio che gli abitanti di Laveno sono tutti benefattori benemeriti ed anche se una lapide con i nostri nomi non è stata ancora eretta, certamente una stele luminosa è eretta vivissima davanti al trono di Dio. Ebbi modo l'anno scorso di lodare gli amici di Sucinva e di Sommaprada quando ripararono le loro chiesette ebbene, quest'anno lo devo fare per gli amici di Laveno.
Nella seconda metà di maggio è stato completamente rifatto il tetto della loro Chiesa con una spesa di L. 418.000 interamente coperta da generosissime offerte. È stata convocata una riunione nel salone parrocchiale di quasi tutte le famiglie, si è esposto il caso e da tutti è stato preso atto che la Chiesa era in condizioni pietose e perfino pericolante. Varie pitture in totale disfacimento a causa dell'acqua, macchie orribili sulla volta; acqua gocciolante in sagrestia sui paramenti, allargamento delle crepe, pericolo di crollo della sagrestia).
Si chiede di compiere il lavoro completo e di affidare l'incarico alla Ditta F.lli Gennaro, conosciuti per la loro onestà e scrupolosità nel lavoro. Per predisporre e ordinare il lavoro ed approntare i materiali fu eletta una commissione composta dai signori Ballarini Donato, Medici Giovanni, Ballarini Giovan Battista e Piccinelli Mario, di cui quest'ultimo fu segretario, cassiere e Ministro del Tesoro.
Purtroppo nel sopralluogo eseguito poi si vide che anche le travi erano rovinate e si dovettero rinforzare. Parte del legname fu allora offerto dal Comune ed il resto da varie persone. Abbassate un po' e rifatte le capriate, collocate lamiere attorno al campanile, fu ricoperto il tetto (sagrestia compresa) con tegole.
Essendo stata la spesa di L. 418.000 e interamente coperta, furono offerte in media L. 2.211 per ogni abitante di Laveno. Ma poiché le famiglie offerenti sono state 45 su 58, esse hanno offerto in media L. 9.511 ciascuna. Col tempo si provvederà anche all'interno, ma un passo per volta, il Duomo di Milano fu terminato solo l'anno scorso.
Ma intanto è un sollievo entrare in Chiesa e vedere che le macchie sono quasi completamente asciugate ed il Parroco ed il Sagrista non corrono più pericolo di vita. Che sarebbe successo se il Parroco fosse perito sotto le macerie della sagrestia? Lui avrebbe certo finito di brontolare ma voi avreste dovuto attendere non uno ma cento anni prima di averne un altro.
Parole di ringraziamento vivissimo furono a suo tempo formulate in Chiesa, ora anche da questo foglio tutti indistintamente gli offerenti e gli operai, la Commissione ed il Segretario, intendo di nuovo ringraziare.”

chiesa Laveno chiesa Laveno

Sono trascorsi 51 anni da quando il Parroco di allora, Don Domenico Boniotti, pubblicò questo articolo sul giornalino parrocchiale. Due dei componenti la commissione nominata sono ancora viventi e il Segretario, chiamato scherzosamente dal Parroco "Ministro del Tesoro", ora ha 96 anni ma ricorda bene gli avvenimenti e ci ha confessato che nella realtà raccolse ben L. 38 in più rispetto alla spesa sostenuta. Racconta inoltre che le poche famiglie che non riuscirono a contribuire con i soldi, prestarono la loro opera secondo le proprie possibilità nell'esecuzione dei lavori.

Dopo tutti questi anni ora il tetto della Chiesa di S. Maria Assunta della frazione di Laveno ha bisogno di opere importanti.

L'intervento interessa tutta la copertura della navata principale, dell'abside, della cappella laterale e della sagrestia e ammonta a un importo complessivo di euro 71.000. Il Progetto è stato presentato alla Curia di Brescia e si è in attesa del benestare della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Brescia.

I tempi sono molto cambiati, come si evince dalla foto dell'articolo, una volta potevano collaborare tutti alla realizzazione delle opere: uomini, donne e anche i bambini si divertivano a stare sul ponte a fare il passa-mano con le tegole per il tetto, non c'erano tutte le regole attuali sulla sicurezza dei cantieri!

Speriamo però che il cuore dei fedeli sia rimasto uguale! È vero che le famiglie purtroppo ora non sono più 58 ma solo 31, molti son mancati e tanti si sono trasferiti. Vogliamo credere che anche loro saranno generosi nel ricordo dei famigliari e dei loro avi che, con sacrificio, hanno permesso la realizzazione di queste nostre belle chiese.

Confidiamo anche nell'aiuto dei fedeli villeggianti che soprattutto nel periodo estivo animano le nostre S. Messe.

È vero che i tempi attuali sono economicamente incerti, ma pensiamo ai tanti sacrifici che hanno comportato la realizzazione e la manutenzione delle cinque chiese della Parrocchia e ci sarà più facile aprire il nostro cuore con generosità.

Parrocchiani dei SS. Nazzaro e Celso


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Natale 2019

 

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