Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

DI TUTTO UN PO'

LETTERA SEMISERIA A SAN PIETRO

san pietro

Carissimo Simone chiamato Pietro dal tuo e nostro Maestro,
devo subito confessarti che tra tutte i personaggi raccontati nei Vangeli, per me sei sempre stato uno dei più simpatici e spesso, se non ti offendi, anche uno dei più divertenti. Avevi slanci di entusiasmo da ribaltare il mondo, seguiti da quei dubbi e paure che accompagnano tutti noi ogni giorno. Gesù non si stancava mai di esortarti a non aver paura, a continuare ad avere quella fede che può smuovere perfino le montagne.

Come ti sei sentito sulla barca in balia della tempesta o quando, titubante, hai fatto qualche passo a pelo dell’acqua e poi hai urlato “Signore salvarmi”, subendo il rimprovero proprio per la tua poca fede? Di fronte allo sguardo – forse più di tristezza che di rimprovero – del tuo Maestro, dopo che per tre volte avevi negato di conoscerlo, dopo quel maledetto canto del gallo io sinceramente non so cosa avrei fatto. Per fortuna il tuo pianto amaro non è stato così disperato come quello del tuo compagno Giuda.

Sì, lo so. Non è stata fortuna, ma la grazia del Signore che anche nelle nostre miserie più misere, non ci abbandona mai. Se lasciamo aperto anche solo uno spiraglio, lei entra e, oltre a rasserenarci, ci rende di nuovo capaci di amore, di nuovo capaci di rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi, come ci hai raccomandato nella tua prima lettera.

Ma adesso veniamo al motivo per cui mi sono permesso di disturbarti. Volevo chiederti quale forma aveva la pietra indicata da Gesù quando ti ha cambiato nome, ponendola a fondamenta di quella Chiesa contro la quale le potenze degli inferi non prevarranno. Nel versetto successivo del Vangelo di Matteo (Mt 16,19) si legge anche che Gesù ti ha consegnato le chiavi del regno dei cieli. A te piace essere raffigurato come il portinaio del Paradiso, o preferisci essere ricordato per il tuo vecchio mestiere di pescatore prima di pesci e poi di uomini?

Tornando a quella pietra, puoi dirmi se assomigliava più ad una piramide o ad un cerchio? Sai, come successe quel giorno terribile in cui la folla urlò “crocifiggilo! Crocifiggilo!”, anche noi spesso, invece di riflettere, ci adeguiamo ai luoghi comuni, a chi in televisione o sui giornali urla di più. Ecco allora che la Chiesa viene quasi sempre descritta come una piramide al cui vertice ci sta quello che, secondo le diverse epoche e sensibilità, è stato indicato come tuo successore, sommo pontefice, vicario di Cristo, servo dei servi, Papa, Santo Padre. Mi sbaglio o Gesù vi aveva detto di non chiamare nessuno padre sulla terra?

Vengono poi i vescovi e dopo, come loro collaboratori, i preti e i diaconi. Non so se le religiose e i religiosi che non hanno la Messa, come si dice a livello popolare, e che quindi non fanno parte del clero, possano essere collocati ad un livello di poco inferiore ai preti. Di sicuro noi laici, (cioè non appartenenti al clero, anche se oggi con tale termine si suole indicare pure chi non appartene o non professa alcun credo religioso) siamo sempre stati collocati all’ultimo posto di questa piramide, un po’ come la plebe dei tuoi tempi.

Oltre a questa rappresentazione piramidale, quando si parla di Chiesa sovente scattano automatiche altre reazioni, altri luoghi comuni: viene spesso identificata solo con il Vaticano – lo Stato dove risiede il tuo successore che per molti è solo un concentrato di ricchezze e poteri più o meno occulti – i vescovi e i preti sono quasi tutti dipinti come assetati di potere, soldi e perversioni sessuali, i cristiani vengono giudicati perlopiù ingenui, bigotti e fuori dal tempo.

Detto fra noi a bassa voce, caro Pietro, tu che di tradimenti ne sai qualcosa, è giusto riconoscere che la storia della Chiesa e le vicende di molti suoi uomini non sono state sempre esattamente in linea con quanto vi aveva raccomandato Gesù. Quando tu e gli altri apostoli ve la siete presa con la mamma di Giacomo e Giovanni che desiderava i posti d’onore per i suoi pargoli, proprio a proposito del potere Lui ci ha detto: “Tra voi però non sia così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. (Mc 10,43-45)

Ad un certo punto di questa storia, più di cinquant’anni fa, il Papa e i vescovi ritennero opportuno indire il Concilio Vaticano II. Si, proprio un concilio come avete fatto voi quando decideste che i cristiani non ebrei non erano tenuti a sottoporsi alla circoncisione e alle altre tradizioni. A quanto pare fu davvero un evento che io non sono capace di raccontarti nemmeno per sommi capi. Alcuni lo definirono addirittura una nuova Pentecoste, dopo quella che avevate vissuto voi.

Le novità da tutti percepite furono la S. Messa celebrata nelle lingue che parliamo adesso e non più in latino e l’incoraggiamento ad accostarci, a nutrirci sempre più della Parola di Dio contenuta nella Bibbia. Ma questo concilio voleva anche riproporre un volto più autentico della stessa Chiesa: non più una piramide costituita principalmente da vescovi, preti e suore, bensì dei cerchi concentrici che, come il colonnato della basilica che porta il tuo nome, accolgono e comprendono tutti i battezzati, distinti per ruolo e non per dignità, un’unica assemblea del popolo di Dio in cammino.

Come dici tu nella tua prima lettera, è stata riproposta l’idea che siamo tutti pietre vive; tutti, laici e preti insieme, siamo chiamati ad essere e costruire un unico “edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo” (1Pt 2,5).

Un edificio che secondo il tuo collega Paolo può essere raffigurato come un corpo (1Cor 12). Con funzioni e carismi diversi, tutti dobbiamo sentirci membra vive dell’unico corpo di Cristo, animati tutti dallo stesso Spirito. Quindi sono ugualmente utili e necessarie sia i laici che, come le braccia e i piedi, svolgono a volte i lavori più umili, sia parroci e vescovi che vivono il servizio della sintesi e ci aiutano a camminare insieme specialmente quando siamo tentati di andare ognuno per strade diverse.

Permettimi ancora un ultima domanda. Mi sai dire quando è nata questa benedetta Chiesa? Alcuni dicono durante la vostra Ultima Cena con Gesù, dalla quale si vuol far derivare anche l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. Altri dicono il giorno di Pentecoste sopra ricordato.

Personalmente, scorrendo i racconti evangelici, mi piace riandare a quanto avete vissuto tu e gli altri discepoli; mi piace pensare che la Chiesa si sia davvero formata quando un incontro vi ha smossi e siete andati dietro a Qualcuno. Poi, piano piano, avete imparato a camminare insieme, a volte con la gioia, con l’entusiasmo di sentirvi amici – come successe a te, Giacomo e Giovanni su quel monte dove hai esclamato: “È bello per noi stare qui!” – altre volte con la fatica dei contrasti, dell’accettare punti di vista diversi, con l’impegno dell’amarsi e del perdonarsi sul serio.

Sempre senza offesa, non mi risulta che tu e Paolo o lo stesso Paolo e Barnaba eravate poi così amiconi e concordi su tutto. Però avete perseverato nella fede, sopportandovi e ponendovi a servizio gli uni degli altri, proprio come vi ha mostrato Gesù quella sera in cui tu non volevi lasciarti lavare i piedi.

Voi apostoli e primi discepoli avete avuto la fortuna, scusa la grazia, almeno per tre anni di seguirlo in carne e ossa, ma, come ci ha detto nella sua lettera di quest’anno il vostro successore e nostro vescovo Pierantonio, mediante l’Eucaristia, che è molto di più di un atto di culto, anche noi possiamo continuare a rimanere con Lui ogni giorno, camminando insieme e nutrendoci della bellezza del suo amore.

Forse sulla Chiesa avrei ancora molte domande da farti, ma ho già abusato della tua pazienza. Grazie Pietro. Non stancarti, mediante i tuoi successori, di confermarci nella fede, aiutaci sempre non a legare bensì a sciogliere i lacci, a perdonarci reciprocamente e, se hai tempo, veglia anche sulle nostre comunità...

Franco Peci


<<< Padre Pierino (seconda parte)  

 Battesimi >>>



Natale 2019

 

Parrocchia San Giovanni Battista - Borno (BS)