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Sommario

L'ABC della fede

LA BIBBIA: I LIBRI STORICI (seconda parte)

bibbia

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta della Bibbia. Siamo nell’Antico Testamento, più precisamente stiamo affrontando i libri storici. Nel numero di Pasqua abbiamo parlato dei primi sette libi di questa sezione (Giosuè, Giudici, Rut, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re), ora soffermiamoci sui cinque restanti.

Nel Primo e Secondo Libro delle Cronache, la storia che va da Davide alla deportazione in Babilonia è vista sotto un nuovo punto di vista: nei libri dei Re, il centro era il palazzo reale, nelle Cronache, invece, il centro è il tempio. I libri dei Re riportano la storia politica della nazione, mentre quelli delle Cronache ne riportano la storia sotto un profilo più legato alla religione.
Nel primo libro delle Cronache troviamo lunghe tavole genealogiche per i primi 9 capitoli, poi l'accento si sposta sulla storia di Davide e sul suo desiderio di realizzare il tempio.
I primi nove capitoli del secondo libro sono dedicati al regno di Salomone, alla cui morte salì al trono il figlio Roboamo. Fu la stupidità di Roboamo a causare la divisione del regno israelita, che si divise in regno del Nord (chiamato anche di Israele e composto da dieci delle dodici tribù) e regno del Sud (chiamato anche di Giuda e formato essenzialmente dalle due tribù di Giuda e Beniamino).
Dio mette l'enfasi sul regno di Giuda, perché da Davide, appartenente a questa tribù, possiamo tracciare l'intera linea genealogica che porta a Gesù Cristo.
Nabucodonosor diventa l'artefice del giudizio di Dio su Israele e la deportazione durerà 70 anni. Il secondo libro delle Cronache si chiude con un colpo di scena: un re persiano, Ciro, riconosce la sovranità di Dio, con un editto fa proclamare per tutto il regno che Dio stesso gli ha detto di ricostruirgli il tempio e mette in condizione coloro che appartenevano al regno di Israele e di Giuda di ritornare alle loro terre.
È probabile che le Cronache siano state scritte da Esdra, in quanto presentano una sorprendente somiglianza di stile e di linguaggio col libro che porta il suo stesso nome.
Esdra era un discendente di Aronne, e apparteneva quindi alla classe sacerdotale, ma non poteva servire al Tempio perché era stato distrutto e il popolo era in esilio a Babilonia. Aveva capito che quei rotoli, che qualche sacerdote aveva portato con sé durante l’esilio, contenevano parole di portata eterna, principi divini che spiegavano il vero senso della vita. Perciò si dedicò con tutto il cuore allo studio della Parola di Dio. Non fu sicuramente facile per lui, come non è facile per noi dedicarsi allo studio in modo serio e diligente, ma ci mise tutto il suo cuore!

Il Libro di Esdra può essere suddiviso principalmente in due parti: il ritorno di circa cinquantamila prigionieri da Babilonia, guidati da Zorobabele, nei primi sei capitoli, e la storia di Esdra nei capitoli dal 7 al 10. Il re di Persia, Artaserse, riconosciuta la saggezza di Esdra (7,25), gli aveva affidato l’incarico di tornare a Gerusalemme e informarsi sulle condizioni di vita degli Ebrei già rientrati nel paese circa ottant'anni prima. Egli non chiese al re una scorta armata per difendere gli Israeliti dal nemico durante il viaggio (capitolo 8), perché la considerava una mancanza di fede verso Dio. Al suo arrivo a Gerusalemme, egli venne a sapere che il popolo aveva trasgredito la legge e molti avevano sposato donne pagane, lasciandosi trascinare nei loro riti. Esdra, allora, intervenne con molta energia: la sua commovente confessione davanti a Dio a nome del suo popolo, riportata al capitolo 9, suscitò il sincero pentimento nella comunità e si riuscì a ristabilire un certo ordine nel popolo.

Alzatevi e benedite il Signore, vostro Dio,
da sempre e per sempre!
Benedicano il tuo nome glorioso,
esaltato al di sopra di ogni benedizione
e di ogni lode!
Tu, tu solo sei il Signore,
tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli
e tutto il loro esercito,
la terra e quanto sta su di essa,
i mari e quanto è in essi;
tu fai vivere tutte queste cose
e l'esercito dei cieli ti adora.
Tu sei il Signore Dio, che hai scelto Abram,
lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei
e lo hai chiamato Abramo.
Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te
e hai stabilito con lui un'alleanza,
promettendo di dare la terra dei Cananei,
degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti,
dei Gebusei e dei Gergesei,
di darla a lui e alla sua discendenza;
hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto.
(Neemia 9,5-8)

Il Libro di Neemia. I libri di Esdra e Neemia sono strettamente collegati: mentre il primo racconta soprattutto la ricostruzione del tempio in seguito all’editto di Ciro, il secondo riporta la storia della ricostruzione delle mura di Gerusalemme, conformemente al decreto di Artaserse, re di Persia. Le parole chiave del libro sono “riedificazione” e “preghiera”. L'intero libro è ricchissimo di preghiere: ogni momento per Neemia era buono per elevare una preghiera a Dio ed è un ottimo esempio di come la fede ci porti a confidare totalmente e costantemente nell'aiuto divino in ogni circostanza.

Ester bibbia
Ester. Chiesa della Dormitio al Monte Sion di Gerusalemme

Il Libro di Ester si colloca cronologicamente tra il libro di Esdra e quello di Neemia.
La protagonista è una giovane giudea che vive con lo zio Mardocheo alla corte del re persiano Assuero. Diventata regina, essa avverte il re di una congiura ordita contro di lui, scoperta da Mardocheo. Il primo ministro Aman prende in antipatia Mardocheo e ottiene dal re un decreto di sterminio dei Giudei, ma Ester interviene a favore del suo popolo e sventa la mortale minaccia di Aman ai danni di Mardocheo, il quale sostituisce alla fine Aman come primo ministro. I Giudei sono autorizzati dal re di Persia a vendicarsi dei loro nemici e per commemorare questo trionfo viene istituita una particolare festa tra il popolo ebraico.
L’autore del libro è sconosciuto, così come la data di stesura, anche se possiamo desumere che sia stata scritta dopo il 465 a.C. (anno di morte del re Assuero, identificato con Serse I, monarca persiano di cui si parla nel racconto). Lo scrittore era un buon conoscitore dei costumi di corte e della situazione storica del V secolo, dunque oltre ad aver vissuto in Persia, deve essere stato un testimone oculare di quanto racconta.
Con il libro di Ester si conclude la parte storica dell’Antico Testamento.

Luca Dalla Palma


Estate 2020


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