Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

PAROLA DEL PARROCO

DIO STA DALLA NOSTRA PARTE!

ressurezione

Carissimi,
in questo secondo anno in mezzo a voi pensavo di raccontarvi, nel numero pasquale di Cüntomela, della bellezza del vivere insieme la profonda devozione che nutrite da sempre nel celebrare il Triduo dei morti; immaginavo di testimoniarvi del tempo di missione nelle parrocchie di Lozio; accarezzavo l’idea di farvi partecipi dei lavori nella chiesa parrocchiale di Borno e dei tanti progetti, iniziative e idee che avevo in mente. E invece, mi trovo a fare i conti con una Quaresima che è stata molto diversa da come l'avevamo pensata e programmata nei vari consigli Pastorali e assemblee parrocchiali.

La "Machina" del Triduo di Borno è rimasta spenta e troneggia ancora adesso in tutta la sua magnificenza, quasi come un tacito monito, in una chiesa che da diverse settimane è, sì rimasta aperta come segno della vicinanza di Dio alla nostra vita, ma chiusa all’accoglienza dell’assemblea che si riunisce a pregare. Ogni attività è sospesa. Le nostre piazze e borghi sono vuoti, ligi all’appello e all’invito forte di restare a casa. Una situazione che sembrava transitoria e di pochi giorni, ma che via via si è fatta più lunga nel tempo e più dura nelle restrizioni.

don Paolo

In questi giorni in cui mi trovo a celebrare la santa Messa da solo in s. Antonio – come soli sono gli altri sacerdoti e i frati del convento dell’Annunciata che mi aiutano in questo servizio nelle tre messe quotidiane che offriamo alle nostre comunità – sento ancora di più il compito di rappresentare e presentare la comunità tutta al Signore. Anche se le celebrazioni sono a porte chiuse, la trasmissione via radio e in streaming ci permette una partecipazione virtuale. Ma quella spirituale, che sento profondamente, supera di gran lunga ogni mezzo di comunicazione ed è una gran consolazione! E il mio pensiero va agli ammalati negli ospedali, nelle case di riposo, dove a sofferenza si aggiunge altra sofferenza, a motivo della lontananza forzata dai famigliari; va agli infermieri e al personale sanitario che lavorano in condizioni di estrema difficoltà, troppo spesso inermi davanti a questa immane sofferenza, ma che non fanno mai mancare cura e attenzioni anche a rischio della propria salute. In queste settimane ho accompagnato nell’ultimo viaggio da questo mondo al Padre, diversi parrocchiani celebrando con il solo rito delle esequie e soltanto al cimitero o in casa, alla sola presenza dei parenti più stretti, senza poter nemmeno dare non dico un abbraccio, ma neppure una stretta di mano... Solo gli sguardi che si incrociavano sui volti semicoperti da mascherine bianche, si parlavano e trasmettevano tutto il dolore del dramma della morte di una persona cara e la tristezza di non poter lenire tanta sofferenza con il calore della condivisione e della vicinanza degli amici e del proprio paese riunito per l’ultimo saluto.

In questa situazione, che non so davvero come definire, tanto lontana da qualsiasi più oscura e tragica realtà che mai avessimo potuto immaginare, vorrei condividere con voi tre parole: fragilità, coraggio, speranza.

La fragilità - In questi giorni abbiamo fatto esperienza di quanto l’uomo sia debole. Le grandi conquiste in ogni ambito della scienza e della tecnica ci hanno fatto credere di essere invincibili, ma un virus invisibile ha piegato la nostra società e scardinato tutte le nostre certezze. Siamo ricorsi al più antico dei metodi per contrastarlo: cerchiamo di rimanere lontano l’uno dall’altro e aspettiamo che passi il contagio. Non abbiamo mezzi diversi per vincere contro questo virus, non vaccini, non antibiotici, non antidoti... E allora, constatare la nostra fragilità e farne esperienza, ci deve portare a ricordarci che non possiamo tutto, che siamo limitati. Anche la nostra libertà, non è e non deve essere assoluta come se fosse un libero arbitro illimitato. Oggi come non mai anche la nostra millantata libertà deve essere ammantata di responsabilità e di attenzione, soprattutto verso i più deboli.

Il coraggio - L’essere fragili non ci deve quindi far ripiegare su noi stessi, anzi! Ci deve far trovare il coraggio e la forza per rialzarci e darci da fare. Quanti gesti di dedizione agli altri, di solidarietà, di impegno generoso da parte di tanti, bell’esempio di dono di sé, di vera ricchezza stiamo vedendo in questi giorni! Non è sicuramente quando pensiamo di essere invincibili che siamo autenticamente umani, ma quando riconosciamo la nostra fragilità e con coraggio facciamo tutto quello che possiamo senza stancarci e con autentico dono. Riconosciamo di poter fare poco, è vero. Vorremmo fare di più, è vero. Ma quel poco continuiamo a farlo con spirito di condivisione e amore: porterà bontà, amore e speranza.

La speranza - Parola abusata. In realtà, virtù teologale – cioè che fa riferimento a Dio – insieme alla fede e alla carità. In questi giorni di grande difficoltà, dove è facile lasciarsi prendere dallo sconforto, proviamo a guardare a Dio, proviamo ad ascoltare la sua parola! Il suo invito alla conversione del tempo di Quaresima che abbiamo vissuto è un invito a migliorarci, ad essere degli uomini e delle donne più forti, più aperti agli altri. Il ricordarci che siamo polvere non è una minaccia, ma un invito a vivere le cose della vita con il giusto distacco e a dare valore a ciò che davvero conta: l’amarsi gli uni gli altri. Contro questa certezza, non c’è virus che tenga! Non siamo soli e allo sbaraglio in mezzo al mare in tempesta, perché siamo figli amati e sostenuti. Lui ci dà speranza e ci indica la strada: Dio sta dalla nostra parte! Ci si presenta crocifisso per ricordarci quanto grande è il suo amore per noi e quindi ci esorta a non temere.

Carissimi, non so quando la morsa di questo virus ci lascerà riprendere una vita “normale”, quando potremo riprendere a incontrarci e a fare insieme. Questo non sia però un tempo da cancellare o da dimenticare, piuttosto ci aiuti a crescere nel bene riconoscendo il nostro limite umano, trovando il coraggio di dare il meglio di noi stessi e rafforzando la nostra speranza in Dio che ci abbraccia, che ci consola e ci dà sempre la possibilità di ricominciare.

Che sia una Santa Pasqua da cui trarre la speranza viva che Gesù è risorto e ci è accanto. Sempre!

Vostro don Paolo


PREGHIERA

PER LA COMUNIONE SPIRITUALE

Gesù mio,
io credo che sei realmente presente
nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa
e ti desidero nell' anima mia.
Poiché ora non posso riceverti
sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente
nel mio cuore.
Come già venuto,
io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai
a separare da te.
Eterno Padre, io ti offro
il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo
in sconto dei miei peccati,
in suffragio delle anime del purgatorio
e per i bisogni della Santa Chiesa.


Pasqua 2020


copertina cuntomela

Foto in copertina

Andrej Rublëv, Cristo Salvatore. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov
Andrej Rublëv, monaco della chiesa ortodossa russa e famoso pittore vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, dipinse questa splendida icona verosimilmente tra il 1410 e il 1420. Venne ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Si racconta che Cristo stesso abbia rivelato a Rublëv come dipingerlo, mostrandogli il volto del Salvatore, a seguito dello sconvolgimento che lo segnò dopo aver assistito, inerme, all’irruzione di un gruppo di Tartari nel suo villaggio dove seminarono terrore e sgomento. Andrej rimase talmente sconvolto di fronte a tutto quel dolore che non dipinse più per lungo tempo.
Nell’icona ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico: un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti, dove pare che s’infrangano gli affanni, i dubbi, e tutto il dolore dell’uomo. Ogni cosa è assorbita e confinata su quel volto, che scavalca la porta del tempo. (fonte: varie dalla rete)

copertina

annunciata Piancogno
PASQUA: LASCIAMOCI ILLUMI...

tutti gli articoli

 

Parrocchia San Giovanni Battista - Borno (BS)