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Sommario

DALLE COMUNITÀ - Ossimo Sup.

FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE
Una bella tradizione che unisce e dà frutti

S. Antonio ossimo

Oggi mi ha chiamata don Paolo chiedendomi di scrivere un articolo per Cüntòmela relativamente alla festa di Sant’Antonio Abate tenutasi a Ossimo il 19 gennaio scorso.

Mi sembra siano passati molto più di due mesi da questa bella festa. Forse perché in questi giorni tutto sembra surreale, tutto si è fermato e si sta chiusi in casa con l’ansia da coronavirus, si aspetta il “bollettino di guerra” delle 18.00, sperando di sentire che i contagi siano in calo e ti viene da piangere invece a sentire il contrario. Poi, guardi fuori dalla finestra e, anche se in strada non c’è nessuno, pensi che le nostre montagne e i nostri paesi sono lì, immutati, e nel cuore nasce la speranza di poter ritornare nelle nostre chiese, di potersi ritrovare di nuovo per far festa e quindi, mi son detta, si può anche riuscire a raccontare della nostra Festa di Sant’Antonio. Del resto mai come quando non hai la possibilità di farle, le piccole cose diventano le più importanti e vitali!

S. Antonio ossimo
foto anni '90

La festa di Sant’Antonio Abate è molto cara agli Ossimesi ed è sempre gradita e partecipata da tutte le altre parrocchie del nostro altopiano. Sant’Antonio Abate è invocato quale protettore degli animali e quindi dei contadini e allevatori.

Come ormai da molti anni, è stata celebrata la Santa Messa con l’esposizione della reliquia del Santo. Al termine il parroco ha benedetto gli animali presenti sul sagrato e il sale da portare a casa che un tempo veniva benedetto principalmente per poi darlo al bestiame.

Tornando con la mente indietro negli anni, ricordo che era usanza passare in processione per le vie del paese portando la reliquia di Sant’Antonio. Una processione piuttosto particolare, dove alle preghiere, ai canti religiosi e alla musica della banda si univa l’abbaiare dei cani, il muggire delle numerose mucche, il belare delle pecore ed un mix di versi di tanti altri animali. C’erano anche i cavalli con i loro cavalieri e, passando, il parroco benediva anche le stalle del paese. Nei miei ricordi di bambina, dopo il Natale e la Pasqua è sicuramente una delle feste che più mi rendeva felice.

Ora la festa termina all’oratorio e al Centro Anziani con una buona merenda, con la assai partecipata tombola e con l'estrazione dei premi della sottoscrizione di beneficenza, volte a sostenere con il loro ricavato le necessità della parrocchia.

È doveroso ringraziare tutti, perché questo gioioso incontro delle nostre comunità si riesce a realizzare solo quando tutti danno una mano, sia aiutando per le cose pratiche, sia comprando i biglietti della sottoscrizione di beneficenza.

Quindi, cari parrocchiani dell’Unità Pastorale, forza e coraggio che le nostre chiese, i nostri oratori e i nostri paesi torneranno ad essere animati da tutti noi, più uniti e sorridenti come il Signore sicuramente ci vuole.

Bottichio Roberta


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copertina cuntomela

Foto in copertina

Andrej Rublëv, Cristo Salvatore. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov
Andrej Rublëv, monaco della chiesa ortodossa russa e famoso pittore vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, dipinse questa splendida icona verosimilmente tra il 1410 e il 1420. Venne ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Si racconta che Cristo stesso abbia rivelato a Rublëv come dipingerlo, mostrandogli il volto del Salvatore, a seguito dello sconvolgimento che lo segnò dopo aver assistito, inerme, all’irruzione di un gruppo di Tartari nel suo villaggio dove seminarono terrore e sgomento. Andrej rimase talmente sconvolto di fronte a tutto quel dolore che non dipinse più per lungo tempo.
Nell’icona ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico: un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti, dove pare che s’infrangano gli affanni, i dubbi, e tutto il dolore dell’uomo. Ogni cosa è assorbita e confinata su quel volto, che scavalca la porta del tempo. (fonte: varie dalla rete)

copertina

parco ossimo sup
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