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Sommario

PER RIFLETTERE

IL CORONAVIRUS E LE SUE FRECCE

papa madonna

Il coronavirus non ha risparmiato con le sue frecce micidiali un paese di montagna tranquillo come Borno. La situazione è ovunque tristissima. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione di allarme mondiale. Questa inattesa e drammatica situazione creata dalla pandemia del coronavirus ha cambiato d’improvviso la vita di tutti: dobbiamo restare in casa; non possiamo stare fisicamente vicini ai nostri cari ammalati di coronavirus; dobbiamo seppellire i nostri morti in un modo che ci ferisce. È una pena immensa dover seppellire i propri cari senza poterli salutare con i consueti gesti di affetto e circondati dagli amici.

L’umanità, orgogliosa dei mirabili progressi fatti in questi anni dalla scienza e dalla tecnica, si trova estremamente vulnerabile. Tante false certezze sono crollate in questi giorni.

Questa drammatica situazione ci ricorda che siamo nelle mani di Dio e ci porta a riflettere su quale posto Dio ha nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Ci induce anche a mettere un po’ di ordine nella nostra vita.

Avvertiamo fortemente il bisogno che la mano di Dio ci venga in aiuto. Il dramma che stiamo vivendo non deve chiuderci nell’ansia e nell’angoscia, che distruggono l’equilibrio. Dobbiamo cercare la forza che ci viene dalla fede e vivere questo momento doloroso nella speranza, che aiuta ad andare avanti con fiducia; soprattutto dobbiamo con la preghiera in famiglia rivolgerci a Dio, perché senza di Lui non ce la faremo. E l’impossibilità di andare nelle chiese deve farci scoprire il valore della preghiera in famiglia, piccola chiesa domestica. Ciò gioverà a rafforzare anche gli affetti familiari ed a dedicare tempo e cuore ai figli ed ai parenti.

Quali preghiere? Direi di ricorrere alle solite preghiere del buon cristiano e al rosario. Suggerirei di unirsi alla bellissima iniziativa del Vescovo di Brescia che ogni sera recita il rosario alle 20,30, trasmesso via Facebook. Inoltre seguire la Messa alla TV. Bella è anche la seguente breve preghiera, che è la più antica in onore della Madonna e che è giunta a noi dal II secolo su papiro egiziano in lingua greca. Ecco il testo:

“Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio
Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi
che siamo nella prova
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta”.

È questa la preghiera che anche Papa Francesco ha recitato qualche giorno fa.

Fortunatamente in questi giorni stiamo assistendo a meravigliosi gesti di solidarietà e di umanità, che suscitano vivo apprezzamento. Dobbiamo essere grati a quanti sono in prima linea: medici, operatori sanitari, volontari e alpini che si stanno prodigando con una generosità che merita infinita gratitudine non solo per gli sforzi faticosi, ma anche perché fanno tutto quanto umanamente è possibile, nonostante i rischi a cui si espongono.

Dobbiamo essere grati e anche pregare per i medici, infermiere, infermieri, operatori sanitari e volontari; dobbiamo in particolare affidare a Dio quanti sono morti per assistere i malati; e dobbiamo chiedere al Signore di illuminare e assistere le Autorità, che hanno preso con grande serietà la questione, ma che si trovano di fronte a qualche cosa che va al di là delle intelligenze e delle possibilità umane.

Dobbiamo pregare anche per gli uomini di scienza, ora impegnati nelle ricerche per trovare i rimedi per vincere il coronavirus. Al riguardo dobbiamo avere speranza. La storia del mondo dimostra che l’uomo e la donna, quando applicano tutte le loro capacità, possono trovare le soluzioni giuste alle necessità.

Le Grandi Potenze poi devono convincersi della necessità di spostare le loro risorse economiche e tecnologiche dal settore delle ricerche nucleari con scopo bellico (con sempre più potenti armi di distruzione) al settore sanitario e precisamente al campo dei virus. Questo è importante e indilazionabile.

Quindi, non angoscia, ma pazienza (e ce ne vuole tanta), fiducia, speranza e soprattutto preghiera, cercando rifugio sotto la protezione della Madonna.

Card. Giovanni Battista Re


Pasqua 2020


Gesù tempesta
MOMENTO STRAORDINARIO DI ...

copertina cuntomela

Foto in copertina

Andrej Rublëv, Cristo Salvatore. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov
Andrej Rublëv, monaco della chiesa ortodossa russa e famoso pittore vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, dipinse questa splendida icona verosimilmente tra il 1410 e il 1420. Venne ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Si racconta che Cristo stesso abbia rivelato a Rublëv come dipingerlo, mostrandogli il volto del Salvatore, a seguito dello sconvolgimento che lo segnò dopo aver assistito, inerme, all’irruzione di un gruppo di Tartari nel suo villaggio dove seminarono terrore e sgomento. Andrej rimase talmente sconvolto di fronte a tutto quel dolore che non dipinse più per lungo tempo.
Nell’icona ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico: un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti, dove pare che s’infrangano gli affanni, i dubbi, e tutto il dolore dell’uomo. Ogni cosa è assorbita e confinata su quel volto, che scavalca la porta del tempo. (fonte: varie dalla rete)

copertina

giubileo sante croci
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