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Sommario

DALLE COMUNITÀ - Borno

CINQUANT'ANNI DI CONSACRAZIONE

giacomina e pierina

Carissime Giacomina, Pierina
ed Antonietta,

Domenica 8 marzo avremmo voluto festeggiare i vostri 50 anni di voti religiosi nella Compagnia di sant'Angela Merici.

Le circostanze del difficile periodo che stiamo vivendo, non hanno permesso di far festa e purtroppo l'anniversario è passato in gran silenzio. Conoscendo la vostra riservatezza, immaginiamo che a voi tale mancanza non sia molto pesata.

Aldilà delle formalità, però, è giusto riconoscere e ringraziare il Signore per il vostro impegno e la vostra energia in tutti questi anni, donati nel silenzio e nell’umiltà, sempre pronte ad ogni ora e ad ogni bisogno. In modi diversi – la gentilezza di Giacomina, il piglio benevolo e a volte deciso di Pierina, il sorriso sereno di Antonietta – avete testimoniato a tutti cosa voglia dire far parte e mettersi a servizio della comunità.

Mediante Cüntòmela desideriamo esprimervi semplicemente un grande GRAZIE, pensando di interpretare il sentimento di molti, compresi i parroci e i curati che si sono avvicendati in questi 50 anni e che hanno goduto delle vostre amorevoli cure ed attenzioni; cure ed attenzioni che si concretizzavano nel rispetto, nella conservazione e nella pulizia della chiesa, dei paramenti e di tutto ciò che serve per la celebrazione liturgica. Certo lo sappiamo un grazie è troppo poco, ma in questo momento è l’unica cosa che è possibile a fare. Non mancherà, prima che l’anno si concluda, l'occasione per festeggiarle come si deve. È una promessa!

Care Giacomina, Pierina e Antonietta, l'augurio che vi e ci facciamo è che la vostra fede, il vostro impegno e il vostro esempio possano donare entusiasmo ad altre persone perché continuino il vostro silenzioso, impagabile e imprescindibile lavoro!

La redazione


Pasqua 2020


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Foto in copertina

Andrej Rublëv, Cristo Salvatore. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov
Andrej Rublëv, monaco della chiesa ortodossa russa e famoso pittore vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, dipinse questa splendida icona verosimilmente tra il 1410 e il 1420. Venne ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Si racconta che Cristo stesso abbia rivelato a Rublëv come dipingerlo, mostrandogli il volto del Salvatore, a seguito dello sconvolgimento che lo segnò dopo aver assistito, inerme, all’irruzione di un gruppo di Tartari nel suo villaggio dove seminarono terrore e sgomento. Andrej rimase talmente sconvolto di fronte a tutto quel dolore che non dipinse più per lungo tempo.
Nell’icona ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico: un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti, dove pare che s’infrangano gli affanni, i dubbi, e tutto il dolore dell’uomo. Ogni cosa è assorbita e confinata su quel volto, che scavalca la porta del tempo. (fonte: varie dalla rete)

copertina

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