Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

19 luglio 1998: la visita del Papa a Borno

Le interviste

In occasione del decimo anniversario della visita del Santo Padre Giovanni Paolo II alla nostra comunità, i ragazzi delle scuole medie hanno intervistato alcune persone su questo straordinario evento.

Don Giuseppe Maffi, parroco di Borno
(di Alessandro M.)

- Quanti anni avevi all'arrivo del papa?
Avevo 56 anni.

- Sei stato tu il primo ad essere avvisato dell'imminente arrivo? Da chi e come?
Si, come parroco sono stato il primo ad essere avvisato dal Cardinale Giovanbattista Re tramite una telefonata. In principio il Cardinal Re voleva far portare il Papa in vacanza a Borno, per fargli conoscere il suo paese natale. Purtroppo il Santo Padre mostrava già i primi segni di malattia, motivo per cui Monsignor Stanislao (ora vescovo di Cracovia) decise di mandarlo in una delle sue case in Trentino. Il Papa riuscì comunque ad esaudire il desiderio del Cardinal Re, promettendo che, durante le sue vacanze, sarebbe venuto a Borno una domenica per celebrare l'Angelus. Quel giorno fu il 18 luglio 1998.

- Cosa hai provato dopo aver ricevuto la notizia?
Ho provato grande gioia e trepidazione.

- In che modo si sono svolti i preparativi? Chi è stato ingaggiato? Con quali emozioni si lavorava?
La preparazione si e realizzata in circa due-tre mesi durante i quali la comunità di Borno ha preparato bandiere, striscioni, ecc... Tutti lavorarono con entusiasmo.

- Dove è atterrato l'elicottero che trasportava il Papa?
L'elicottero, bianco, e atterrato nel piazzale della Dassa.

- Eri lì all'arrivo di una così importante persona?
Ovviamente. Come parroco dovevo essere lì.

- Come vi siete salutati? Cosa hai provato?
Ci siamo salutati con una stretta di mano e poi io gli ho baciato la mano e durante quel saluto io ho sudato, ma non per il caldo.

papa giovanni paolo II

- Come era vestito il Papa? Da chi era accompagnato?
Il Papa era vestito di bianco ed era accompagnato dalla sua sicurezza.

- Cosa facevi mentre il Papa celebrava l'Angelus? Ti è sembrato un Angelus normale?
Io ero lì sul palco insieme al Cardinale, al Vescovo e don Angelo e quell'Angelus mi è sembrato più familiare perché detto in mezzo alla gente e non da una finestra.

- Il Papa come ha trascorso il resto della giornata? Tu eri con lui?
Ha pranzato a casa mia, eravamo in 12: io, don Angelo, il Papa, la sicurezza e il guardiano dell'Annunciata. Dopo il pranzo ha riposato sempre a casa mia, poi ha preso la Papa Mobile ed è andato a Croce di Salven per incontrare i parenti del Cardinale e al padre di quest'ultimo ha regalato un'icona. Dopo l'incontro è ripartito con l'elicottero in un prato vicino.

- A che ora e andato via? Come lo ha salutato la gente? Come lo hai salutato? Cosa hai provato?
Il Papa è andato via alle 18.00 e la gente lo ha salutato con gioia, io con un abbraccio; in quel momento ho provato gioia, emozione e ho pensato che per fortuna era andato tutto bene.

- Nei giorni successivi il Papa ha parlato di questa visita in televisione?
Non ne ha parlato perché l'Angelus lo ha visto tutto il mondo.

- All'annuncio della sua morte cosa hai provato?
Ho provato dispiacere, rincrescimento, ma anche consapevolezza di aver avuto la fortuna di averlo incontrato perché quando era in vita era venuto a Borno.

Possiamo dire che dopo la morte di Giovanni Paolo II la venuta del Papa a Borno e diventata ancora più importante: la nostra comunità è stata visitata da un Santo. È stato davvero uno splendido ed importante momento per l'intera comunità.


Don Alberto Cabras, curato della parrocchia di Borno
(di Irene)

- Quando il Papa e venuto a Borno era la prima volta che lo vedevi?
Praticamente si. Era già venuto a Brescia quando ero piccolo. ma purtroppo non me lo ricordo.

- Avresti mai pensato che sarebbe venuto nel nostro paese?
In effetti no, ma soprattutto non avrei mai pensato di vivere il sacerdozio nel paese in cui era stato il Papa.

papa giovanni paolo II

- Che cosa hai trovato di speciale in questo Papa?
Innanzitutto lo rendeva speciale il fatto di essere il Papa. Era un uomo determinato, buono, il “Papa della gente”, ma soprattutto era un uomo di Dio.

- Che cosa ti ha dato l'incontro con Lui?
Anche se ero molto giovane, infatti avevo solo 22 anni, l'incontro con il Papa mi ha trasmesso una fortissima emozione.

- Qual è il momento che ti ha colpito di più?
Non avendo potuto andare sul sagrato per vederlo da vicino, ho assistito solo all'atterraggio dell'elicottero che, comunque, mi ha colpito molto. Poi, grazie a dei maxischermi, ho potuto sentire le Sue parole, quindi anche quello che diceva ai giovani: “La vita è una sola e non va sprecata”.

- Che emozioni hai provato?
Un grande desiderio di donare la mia vita per gli altri, proprio come aveva fatto Lui.

- Non essendo, nel 1998, ancora sacerdote, l'incontro con il Papa ti ha aiutato nel fare la tua scelta?
In tutta sincerità, avevo già fatto la mia scelta. Lui e venuto a Borno a luglio e io già sapevo che a settembre sarei entrato in seminario. Nonostante questo, l'incontro con il Papa ha rafforzato molto la mia fede.


Giovanna Zani, 75 anni
(di Maria)

- Quando hai visto il Papa per la prima volta?
Ho visto il Papa la prima volta in chiesa quando ha salutato i sacerdoti.

- Con chi eri?
Io accompagnavo don Spiranti e ricordo che tutti i sacerdoti avevano un'espressione beata, come illuminata da Dio.

- Hai seguito l'Angelus?
Si. Poi sono uscita e quando il Papa è passato tra la folla ho visto che tutti erano radiosi. È stata un'esperienza indimenticabile perché il Santo Padre era una persona molto umile. Si vedeva chiaramente come il suo volto e il suo sorriso fossero illuminati da Dio.

- Ricordi qualche espressione o gesto di Giovanni Paolo II?
Alla fine dell'Angelus, l'ormai anziano sacerdote don Spiranti l'ha voluto salutare di nuovo. In quell'occasione il Papa mi ha stretto le mani e mi ha toccato due volte il volto. È stata come una benedizione! In ricordo di questa giornata ho conservato parecchie fotografie e, guardandole, rammento i fatti di quel giorno.


Famiglia Rivadossi
(di Alessandro R.)

- Che emozioni avete provato quando è venuto il Papa?
Un'emozione unica, che più grande non si può, davvero indescrivibile. Questo per la grande opportunità che abbiamo avuto di poter accogliere il Papa insieme ai nostri quattro figli.

- Come vi eravate preparati all'incontro con Giovanni Paolo II?
Con gioia e serenità. Quando il parroco, don Giuseppe Maffi, ci ha comunicato che la nostra famiglia avrebbe potuto accogliere il Santo Padre al suo arrivo a Borno, abbiamo provato una grande emozione ma, allo stesso tempo, anche un momento di forte tensione per il compito che era stato assegnato a noi e ai nostri quattro gemellini.

- Come vi ha salutato il Papa?
ll Papa e arrivato con l'elicottero al piazzale della Dassa verso le ore 10. Noi eravamo già là, pronti ad accoglierlo. Non appena l'elicottero è atterrato, il Santo Padre si è presentato sulla scaletta. Nel vederlo ci siamo emozionati molto. Lui ha salutato i tanti fedeli e poi è sceso dalla scaletta. Ci è venuto incontro. I nostri bambini avevano ciascuno una rosa gialla da offrigli. Lui ha preso la rosa, li ha baciati sulla fronte, gli ha donato una corona e ha dato loro la Sua benedizione. In seguito ha salutato le autorità.

È stata davvero una giornata indimenticabile, una giornata molto importante per i nostri bambini e per la nostra famiglia. Spesso la riviviamo con piacere e commozione sfogliando l'album delle fotografie.


Teo Pinzio, gestore dell'Albergo Belvedere
(di Riccardo)

- In che anno e venuto il Papa a Borno?
Il 19 luglio 1998.

- Che significato ha avuto per te questa data?
Per me questa era già una giornata speciale perché era il compleanno di mia moglie; inoltre abbiamo avuto il grande onore di essere scelti per preparare il pranzo a Sua Santità ed il suo seguito. Per noi e stata una giornata molto impegnativa e faticosa perché avevamo il ristorante pieno di gente ed inoltre dovevamo preparare il cibo da portare in Canonica.

- Siete stati ricevuti dal Santo Padre?
Sì, abbiamo avuto l'onore di essere ricevuti in udienza privata da Sua Santità: è stato veramente emozionante incontrare cosi da vicino un Santo, una persona tanto carismatica, capace di suscitare in noi tutti tante emozioni. Questa giornata non è stata vissuta solo dal punto di vista lavorativo, ma penso che con la sua visita Giovanni Paolo Il abbia portato a noi una ventata di pace e di speranza.

papa giovanni paolo II

- Cosa hai notato in particolare di questa giornata?
Durante la sfilata del Papa in Viale Giardini, ho notato un particolare veramente importante: sul lato opposto al mio locale c'erano tantissimi ragazzi, abituali clienti della birreria. All'arrivo del Santo Padre tutti avevano, come me, gli occhi lucidi dall'emozione e penso che abbiano atteso questo momento con la speranza di ricevere una benedizione speciale ed il loro entusiasmo era incredibile. Pensavo che certi ragazzi si entusiasmassero soltanto per il rock, invece, con una persona di tanto spessore, tutto può capitare... Non dobbiamo scordarci di ringraziare Sua Eminenza, il cardinal Re, perché solo grazie a lui abbiamo potuto vivere una giornata storica.


Elena Marchi, insegnante di lettere
(di Marco)

- Si dice che sia stato un Papa che ha unito le persone; che emozioni ha provato vedendolo?
La venuta del Papa a Borno non è stata la prima occasione in cui ho visto Giovanni Paolo II. Alcuni anni prima del 1998 trascorsi le vacanze di Pasqua a Roma e ascoltai la Messa in piazza San Pietro. Allora, come poi nell'occasione bornese, provai forti emozioni: non solo Giovanni Paolo II era una persona capace di unire le persone, ma aveva la grande forza di trascinarle, di veicolarle in un'unica direzione, quella della speranza e dell'amore. È un peccato che voi siate così giovani e non abbiate potuto conoscerlo: ma ne troverete un ricordo nei libri, perché quest'uomo ha segnato la storia.

- Mi racconti la sua esperienza.
Sono trascorsi dieci anni e la mia memoria è tutt'altro che ferrea. Comunque ricordo una giornata di grande fervore in Borno. Tanta gente, una grande folla, ma ciascuno credo abbia partecipato in modo molto individuale e singolare a quell'incontro. lo mi recai sul sagrato di Borno a piedi, con mio marito: era l'anno del nostro matrimonio, anzi, eravamo sposi da soli 19 giorni. Quella visita dunque ha avuto un significato particolare per me: è stata un po' la benedizione della mia unione coniugale. Lungo il tragitto, prima di vedere il Santo Padre, io e Marco non ci siamo detti molte parole: stavamo preparando l'animo all'incontro. Poi, davanti alla Chiesa, abbiamo visto il Papa, abbiamo ascoltato l'Angelus, abbiamo partecipato con la comunità bornese, la nostra nuova comunità di appartenenza, ad un evento molto speciale e ci siamo sentiti, io mi sono sentita, parte di un'unica cosa. È stata una splendida sensazione.

- Se avesse avuto l'opportunità di parlargli, cosa gli avrebbe chiesto?
Credo che mi sarei trovata in grossa difficoltà: di fronte ad una persona di cosi grande spessore, di tale carisma, di siffatta “immensità”, anch'io, che difficilmente taccio, forse non avrei proferito parola, mi sarei limitata a sorridere emozionata. D'altronde cosa si può chiedere ad un Papa? Sono sempre stata molto incuriosita dal sapere cosa si dicono negli incontri privati i grandi personaggi di Stato e il Pontefice. Io, nel mio piccolo, non essendo un uomo di stato, oggi chiederei a Giovanni Paolo II di continuare a vegliare su di noi e lo ringrazierei per il sacrificio della Sua vita.

- Se dovesse descrivere il Papa in due parole, come lo definirebbe?
Non lo so, è molto difficile descrivere qualsiasi persona in due parole: come è possibile farlo di un uomo che in qualche modo ha cambiato il mondo contemporaneo? Forse lo definirei il Papa della Pace.

- Cosa ha significato Papa Wojtyla per il mondo?
È stato un grande Papa: è stato il Papa dei giovani ed ha contribuito ad un riavvicinamento della gioventù alla Chiesa, anche attraverso forme di preghiera collettiva o di gruppo che io non amo molto, ma di cui apprezzo comunque la grande efficacia; è stato il Papa della Pace, perché ha agevolato la distensione nel periodo tragico della Guerra Fredda; è stato il Papa del dialogo tra le diverse religioni. E poi, fatto per noi fondamentale, è stato il Papa della Montagna, il Papa dell'Adamello, il Papa di Borno!


papa giovanni paolo II e bambino

Una persona anziana
L'intervista rispecchia il pensiero e le emozioni di molti anziani di Borno che, a dieci anni di distanza, ripensano con gioia e gratitudine alla visita di Giovanni Paolo II.

- Ti ricordi quando Papa Giovanni Paolo Il è stato a Borno?
Non potrei mai dimenticarmelo: era esattamente domenica 19 luglio 1998

- Quanti anni avevi quando il Pontefice ci ha fatto visita?
Avevo esattamente dieci anni meno, cioè 65 anni.

- Sei riuscita a stringergli la mano o a vederlo da vicino?
Tutti avrebbero voluto farlo. Purtroppo io l'ho visto solo da lontano perché il sagrato, ma non solo, era gremito di gente e blindato. Già alcuni giorni prima, il paese era in fermento e preso d'assalto. Una miriade di fedeli giungeva da ogni parte per assistere all'evento.

- Quali sono le immagini e i ricordi che, a dieci anni di distanza, sono ancora vivi?
Tanti sono i ricordi di quella giornata. Ho ancora davanti agli occhi alcuni particolari: il passo lento ma determinato del Pontefice che scende dall'elicottero; il suo sorriso davanti ai quattro piccoli gemelli Rivadossi che, a nome dei bornesi, gli davano il benvenuto e gli porgevano un mazzo di fiori; il suo volto già sofferente raccolto in preghiera durante l'Angelus; la piazza e il sagrato “punteggiati” di bandierine e palloncini bianchi e gialli...

- Qual è la prima cosa a cui hai pensato quando hai visto il Papa?
Potrà sembrare strano ma, guardandolo da lontano, ho pensato che i bornesi erano davvero fortunati: non a tutti è data la grazia di godere della visita del Papa nella propria Parrocchia.

- Cosa hai provato mentre ascoltavi Papa Giovanni Paolo II parlare alla folla sulla porta della nostra bellissima Chiesa?
Un'emozione indescrivibile che ancora rivivo se mi capita di pensarci. La consapevolezza del privilegio di avere Sua Santità così vicino mi faceva e mi ha fatto sentire per molto tempo più vicina al Cielo.

- Immagino che la notizia della sua morte sarà stata un duro colpo...
Penso che la notizia della sua morte sia stato un duro colpo per tutti. È anche vero che la sua visita in paese gli ha riservato un posto speciale nel cuore dei bornesi e la sua scomparsa ha creato un vuoto che a volte sembra davvero incolmabile.

- In conclusione c'è qualcosa che vorresti aggiungere?
Sono davvero fiera di essere stata testimone della visita del Santo Padre a Borno. Ogni volta che mi reco in Chiesa il mio sguardo, anche senza volerlo, si posa sulla parete della navata sinistra che riporta una scritta “Spalancate le porte a Cristo”. Sono parole soavi che rincuorano e danno forza. Sono le dolci e sagge parole di una persona che prima di essere stato un grande Papa, è stato un grande uomo e che mi accompagnano nei momenti di sconforto.


Estate 2008


papa giovanni paolo II
19 luglio 1998: la visita...

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