Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

vita di comunità: i Sacramenti

Sante Cresime

Noi ragazzi di terza media, come sapete, quest'anno abbiamo ricevuto la Santa Cresima, ma pochi forse sanno cosa abbiamo provato nel nostro cuore.

Dopo una lunga preparazione con don Giuseppe, Tilde e Roby eravamo pronti e molto emozionati. Durante l'ultima settimana ci siamo impegnati moltissimo con sei giorni di preghiera per prepararci ai sette doni che stavamo per ricevere - sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, pietà, scienza e timor di Dio - e con la Santa Confessione. Poi è arrivato il grande giorno.

Alle ore nove circa eravamo in Sant'Antonio; tutti in fila, ordinati e abbastanza silenziosi attendavamo Sua Eminenza Giovanni Battista nella piccola chiesetta.

cresimati

Dopo il suo arrivo, piano piano abbiamo formato un piccolo corteo e siamo entrati in chiesa dove, durante la Santa Messa, siamo stati unti con l'Olio Santo.

Ripensando a quel giorno ci chiediamo: “Lì abbiamo davvero ricevuti i 7 santi doni?”... Don Giuseppe ci ha spiegato che se anche in quel giorno qualcuno di noi non avesse voluto ricevere i doni dello Spirito Santo, il buon Dio glieli avrebbe comunque regalati sotto forma di piccoli semi da far fruttificare.

Come ci hanno detto più volte la Cresima non è una tappa conclusiva, ma l'inizio di un cammino per scoprire e far crescere questi sette semi. Ora tocca a noi vivere questo cammino, con l'impegno di aprire i nostri cuori al Signore, ma anche con la consapevolezza che, proprio mediante lo Spirito Santo, Lui è sempre pronto ad aiutarci e a sostenerci.

I cresimati


Al campo scuola tutti col Don!!!

Era questo il titolo e la prima strofa della canzone che avevamo creato, come dei veri cantautori, a Malonno, un piccolo paesino attaccato alle pendici di una montagna, che al nostro Borno non allaccia nemmeno i lacci delle scarpe.

Eravamo là per prepararci con due o tre giorni alla nostra Cresima, come se prima di allora non lo avessimo mai fatto con don Giuseppe, Tilde e Roby... che ci hanno pungolato con tanta pazienza per tutto l'anno.

Appesi a questa montagna, eravamo ospiti nella vecchia casa del parroco, nell'antica canonica di Malonno.

Tutto sommato, a parte la paura di cadere da quel precipizio, non era poi così tragico: avevamo un'enorme scorta di animatori, delle ottime cuoche e nelle camerate ci si divertiva un sacco, anche se, come in tutte le cose, c'è sempre la “pecora nera”, ossia il DON!

Avevamo appena finito di cenare, avevamo già detto la preghiera della sera e stavamo discutendo per le squadre dei giochi; avremmo dovuto disputare una caccia al tesoro, tra le due squadre in cui ci eravamo divisi. La caccia al tesoro ebbe inizio, tutti erano entusiasti, avevamo cominciato a trovare i primi indizi e tutto procedeva per il meglio; ma ad un tratto qualcuno si accorse che uno di noi era scomparso. Tutti pensavano al peggio. Lasciammo i biglietti contenenti gli indizi della caccia al tesoro sotto gli zerbini, nelle spaccature dei muri, nascosti nei rami delle siepi delle case e ci dedicammo tutta sera a cercare il “cresimando smarrito!!!”

Un animatore aveva trovato il suo cellulare, qualcuno aveva riconosciuto le sue scarpe sulla panchina e qualcun altro la sua giacca che sventolava appesa ad un palo della recinzione di un cantiere... ma di lui non c'era traccia.

Tutti, o quasi, erano preoccupati; alcuni erano in lacrime, altri si trattenevano, mentre altri ancora, apparentemente, facevano finta di niente. Stanchi morti tornammo a casa ansimando, quando ad un certo punto il disperso si fece vivo scendendo dalle scale; ci fu un momento di incredulità per tutti, specialmente per quelli che temevano fosse morto. Lo accogliemmo con un caldo abbraccio e, ancora un po' frastornati, capimmo che l'oscura vicenda non era altro che il solito “scherzo da campo scuola” del don!

Comunque tutto è finito per il meglio, la pecorella smarrita è stata ritrovata ed ormai saremmo stati tutti ammessi a ricevere il sacramento della Cresima. Essa ci fu conferita domenica 13 aprile, nella chiesa parrocchiale di Borno, dal nostro illustrissimo cardinal Giovanni Battista Re, che avevamo incontrato pochi giorni prima, durante la gita scolastica a Roma.

Ah dimenticavo: il cresimando scomparso, ormai oggi cresimato, ero proprio io. Lo scherzo, in effetti un po' sadico, ci ha aiutato a capire quanto sia importante per ognuno di noi l'amicizia e, con un pizzico di orgoglio, ha confermato quanto i miei compagni tengano a me.

Paolo R.


Estate 2008


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