Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

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ripensandoci

Estate, tempo di libertà

Ritorna l'estate. Ci avvolge con i suoi ritmi, i suoi riti, i suoi desideri, i suoi ludici “santuari” e ci offre, per liberarci dalla fatica del lungo inverno, l'opportunità di un tempo che, chiamato “libero”, c'incatena ad una infinita di abitudini e svuota di senso, di scopo, di significato le diverse opportunità che invece questo tempo può offrirci.

Anche le Comunità Parrocchiali subiscono l'attrattiva di questo tempo: “descolarizzate” le loro attività, avvertono la fatica dell'incontro con l'homo viator, vedono mutare il loro stesso volto. Si perde la dimensione di appartenenza alla Parrocchia.

I fedeli emigrano, partono, si disperdono. E si ricompongono altrove: al mare o ai monti, lungo i fiumi e sui laghi, nei centri benessere e nei parchi, ma anche negli eremi e nei monasteri, nel volontariato e nel servizio verso coloro, e sono tanti, che non possono usufruire né di vacanze né di quiete, nei pellegrinaggi e nell'incontro con l'arte e la cultura. Negli spazi dell'Infinto e del Trascendente.

L'estate e la vacanza non sono nemici della fede, sono tempi da cogliere, da vivere, da riempire.

Papa Benedetto XVI ha detto che “il tempo libero è certamente una cosa bella e necessaria, ma se non ha un centro interiore esso finisce per essere un tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea”.

La stessa parola “vacanza” che deriva dal latino “vacare” (essere vuoto, vacante; in senso figurato essere libero quindi avere tempo per, mancare di, essere lontano da) può evocare, nel suo significato etimologico, una prospettiva e uno stile nel “fare vacanza”. La vacanza non come tempo vuoto, ma come tempo di libertà. Tempo riempibile di senso per non sprofondare poi nella noia, per non rinchiudersi nello smarrimento, per non allontanarsi dalla vita, dal quotidiano perché stufi della sua monotonia.

È un tempo creativo, anche nella logica di Dio, Il salmo 45 sembra quasi invitarci a “fare vacanza”: «Fermatevi e sappiate che io sono Dio».

Estate allora è il tempo per fermarsi, per sostare, per verificarsi, per riprendere in mano la propria vita. Tempo per se, tempo per gli altri, tempo per le amicizie, tempo per l'essenziale, tempo per lo spirito, tempo per Dio.

È il tempo per la bellezza. Attraverso “la via della bellezza” nell'estate è possibile risvegliare il desiderio di senso e la nostalgia dell'indicibile. Il Cardinal Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, dice che “l'incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l'anima ed in questo modo le apre gli occhi”. L'enorme patrimonio culturale religioso, risulta essere un percorso privilegiato in tal senso.

La vacanza del credente è un atto estetico. E, continua il Cardinal Ratzinger, “affinché oggi la fede possa crescere, dobbiamo condurre noi stessi e gli uomini in cui ci imbattiamo a entrare in contatto con il bello e annunciare la verità della bellezza. Non la bellezza mendace, falsa, abbagliante che non fa uscire gli uomini da sé per aprirlo nell'estasi dell'innalzarsi verso l'alto, bensì li imprigiona totalmente in se stessi”.

L'incontro, nel tempo di vacanza, con l'enorme patrimonio culturale religioso, con comunità cristiane accoglienti, con la ricchezza delle tradizioni, risulta essere un percorso privilegiato in tal senso.

Infine, la vacanza, ricorda all'uomo chi egli è: è immagine di Dio chiamato ad immergersi nel non-tempo quando tutto sarà riposo e quiete, incanto e bellezza, gioia e festa senza fine.

Dai “Quaderni della segreteria della CEI”


Estate 2008


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