Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

19 luglio 1998: la visita del Papa a Borno

Fede e coraggio del Papa Giovanni Paolo II

Nel luglio di 10 anni fa, da Lorenzago dove si trovava per le vacanze, il Papa Giovanni Paolo II è venuto in elicottero a Borno per alcune ore ed ha recitato l'Angelus davanti alla facciata della chiesa parrocchiale.

papa giovanni paolo II

Nei cuori e nelle menti di chi era presente sono rimaste incancellabili le parole del Papa, il cui messaggio centrale è stato un triplice invito. Uno rivolto a tutta la gente di Borno: “Cari Bornesi, amate la vostra fede, testimoniatela con gioia, rendetela operosa mediante l'amore fraterno, il perdono e l'aiuto reciproco e solidale”.

Uno rivolto ai giovani: “Investite bene la vostra vita, che è un talento da far fruttificare; ricordatevi che si vive una volta sola. Non sprecate la vostra vita!”.

Ed uno rivolto ai lontani dalla Chiesa e ai non credenti: “Non abbiate paura a cercare Dio, perché Egli vi sta cercando e vi ama”.

Questo messaggio, insieme col caloroso saluto e gli auguri che il Papa ha esteso ai villeggianti che vengono a Borno “per respirare aria buona e cercare ristoro fra le pinete ed i monti”, non deve essere dimenticato.

Ugualmente non deve essere dimenticata la testimonianza che quel grande Papa ha dato al mondo con la sua fede, col suo coraggio, con la sua preghiera, con i suoi viaggi nei cinque continenti per dire a tutti che ognuno ha un posto nel cuore di Dio e per infondere coraggio alla Chiesa.

Si tratta di un Papa che appartiene ai giganti della storia.

Egli ha risvegliato nel mondo il senso religioso. Ha fatto capire che non si possono limitare gli orizzonti dell'uomo a questa terra. Ha insegnato che la coscienza “in cui l'uomo si trova solo con Dio e scopre una legge scritta nel cuore” (Gaudium et spes, 16) conferisce dignità all'uomo e alla donna, e nessuno può strapparla o sopprimerla.

Ha avuto fiducia nella forza delle istanze spirituali e morali ed ha sempre messo al centro la persona umana con la sua intangibile dignità e libertà.

Questa centralità della persona umana, Giovanni Paolo II ha saputo non solo difenderla col vigore della sua missione apostolica, ma l'ha testimoniata con l'esempio eloquente della sua profonda umanità, con il lavoro da giovane operaio nella cava di pietra e poi nella fabbrica della Solvay, con la passione per il teatro e la fine sensibilità poetica, con l'amore per lo sport praticato da sacerdote, da Vescovo e perfino da Papa, col suo ammirato stupore di fronte alle meraviglie della natura e dell'arte.

Egli inoltre ha saputo congiungere un profondo e penetrante realismo storico con uno sguardo illuminato dalla fede. Perciò ha saputo scorgere l'azione di Dio nella trama degli avvenimenti ed ha saputo influire da protagonista sul corso degli eventi.

La Provvidenza divina ha riservato grandi compiti nella storia mondiale del nostro tempo al Papa venuto dalla Polonia.

Anche se è vero che Giovanni Paolo II ha inciso nella storia e negli avvenimenti che hanno portato alla caduta del muro di Berlino, come ha rilevato lo stesso Gorbachov, la prima e fondamentale caratteristica del suo Pontificato è stata religiosa.

Il movente di tutto il Pontificato, il motivo ispiratore di tutte le iniziative intraprese è stato religioso: tutti gli sforzi del Papa miravano a fare rientrare Dio da protagonista in questo mondo.

Il motivo per cui il Papa era contro il comunismo era un motivo non politico, ma religioso: egli operò con coraggio contro il comunismo perché era un sistema che professava l'ateismo e perseguitava la Chiesa, e in pari tempo opprimeva l'uomo, negandogli piena libertà. Era un motivo religioso quello che ispirava il Papa e che faceva seguito alle parole vibranti da lui pronunciate nella prima celebrazione in Piazza San Pietro: “Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo!”

L'elemento qualificante del suo Pontificato è stato l'amore a Cristo, Redentore dell'uomo, e l'amore all'uomo, redento da Cristo.

La fedeltà al Vangelo ha portato Giovanni Paolo II a difendere col vigore del lottatore i grandi valori umani e cristiani. Difese tali valori con importanti encicliche e innumerevoli interventi, facendo sentire la sua voce anche nelle conferenze internazionali. In tutti gli angoli della terra ha seminato ragioni di vita e di speranza ed ha rivendicato la dignità di ogni uomo e di ogni donna e il rispetto della libertà e dei diritti umani.

Ha indicato a tutti la via della verità e dei valori morali come unica strada che può assicurare un avvenire più umano, più giusto, più pacifico. È stato in questa nostra epoca, nella quale ha lasciato un segno incancellabile, il più strenuo e appassionato tutore dei valori che danno senso alla vita e che fanno parte del patrimonio della civiltà cristiana. È stato un grande messaggero di pace e un instancabile operatore per una convivenza tra gli uomini e i popoli all'insegna dell'armonia e della collaborazione.

La testimonianza della sua vita parla ancora al cuore di ogni uomo e di ogni donna, nonostante l'inesorabile trascorrere del tempo.

Card. Giovanni Battista Re


Estate 2008


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