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Il mistero e il fascino del Natale

Natale ritorna puntuale anche quest’anno in tutta la sua bellezza e con l’intensità di sentimenti, di ricordi e di propositi che sempre porta con sé, nonostante i problemi e le ansie che attanagliano il mondo. Anche in un tempo dominato dalla secolarizzazione come il nostro, il Natale continua ad esercitare il suo fascino e rappresenta uno dei momenti più belli dell’annata, tra quelli che potremmo definire caratteristici di una civiltà che ha radici cristiane.

Anche i lontani dalla pratica religiosa sono sensibili alla sua attrattiva, perché nel Natale si sommano numerosi valori nei quali siamo in molti a riconoscerci e sono rievocati ricordi che stimolano a riflettere sulle ragioni del nostro vivere.

Nel periodo natalizio è diffusa un’atmosfera di serenità e di gioia irripetibile. Nessun altro giorno dell’anno la conosce. Natale risveglia in ogni persona la parte migliore e fa sentire in fondo all’anima il desiderio di essere più buoni, meno chiusi nel proprio egoismo, meno duri nel proprio orgoglio, più aperti agli altri: in una parola, più cristiani. Le festività natalizie col loro incanto fanno nascere nel cuore la nostalgia di una vita più pulita e suscitano propositi di ripresa, di bontà e di bene. Ma il Natale non è soltanto poesia che tocca i sentimenti che ci legano alla famiglia e agli anni della fanciullezza. Natale è richiamo ai valori di una più autentica umanità e, a un livello più profondo, rimanda ad un evento che costituisce il centro e il cuore della storia umana: la venuta del Figlio di Dio su questa terra.

Quel Dio che i cieli, per quanto immensi, non possono contenere si è fatto uomo; è venuto a noi per via della generazione umana, si è fatto piccolo bambino ed ha camminato per le strade di questo mondo, percorrendo le polverose vie della Palestina del suo tempo. Dio eterno, a Natale, è entrato nella storia umana, facendola diventare storia di salvezza.

La nascita di Gesù Cristo è l’evento più alto e più importante della storia del mondo. Se è importante il giorno in cui sulla terra è apparso il primo uomo e la prima donna (la scienza colloca sempre più lontano nei secoli e nei millenni questa fatto), ancora più importante è il giorno in cui Dio si è fatto uomo.

È l’avvenimento che ha mutato le sorti dell’umanità e il corso degli anni e dei secoli. Da esso quasi tutti i popoli del mondo contano gli anni, riconoscendo così, magari senza avvedersene, la storica centralità di quel bambino che è nato a Betlemme. La novità inaudita del Natale non è tanto che Egli sia venuto da povero, invece che da ricco; che sia venuto da “uomo dei dolori”, invece che da “uomo dei successi”; da povero bambino fragile, invece che in potenza e maestà.

La vera novità del Natale sta nel fatto che sia venuto a noi da vero uomo. Non ha vestito l’umanità come si indossa un soprabito, ma si è fatto vero uomo: ha condiviso la nostra condizione umana, unendosi così, in un certo senso, ad ogni uomo e ad ogni donna di ogni tempo. Egli si è fatto uomo per dare a noi uomini la possibilità di diventare figli di Dio. (Sant’Agostino ha al riguardo una pagina bellissima).

Il Natale pone a tutti la questione del rapporto con Dio e della ricerca di Dio. Il vero problema del nostro tempo è l’attenuarsi della fede in Dio o addirittura la sua perdita a causa dei tanti venti contrari del nostro tempo. Ma col venir meno della luce che viene da Dio mediante la fede, l’umanità rimane senza orientamento e non riesce più a trovarsi d’accordo sui valori sui quali costruire il futuro.

Qui sta la radice della tante crisi e problemi della nostra società. Dai problemi e dai disordini che si sono creati sotto il cielo è possibile uscirne soltanto se si torna a guardare al cielo. Bisogna che gli uomini e le donne tornino a trovare in Dio il riferimento della propria vita: in quel Dio che dall’alto segue la nostra vita e che un giorno ci giudicherà.

Dobbiamo restituire al Natale il senso religioso. La celebrazione del Natale non si fermi alle belle luci colorate, ai doni, alle deliziose musiche e al pranzo natalizio... (certo, anche il pranzo in famiglia ha la sua importanza, ma non basta).

Natale col suo messaggio risveglia la nostalgia di un mondo diverso, dove siano bandite le ingiustizie, gli egoismi, i conflitti, i desideri di rivalsa, e si promuova la riconciliazione, l’aiuto reciproco e la solidarietà. C’è bisogno di non mettere al centro gli interessi personali o del proprio gruppo, ma di dare la priorità al bene di tutti.

Dal Natale dobbiamo attingere luce, forza e speranza per una ripresa spirituale nel cammino della nostra vita e per fare fronte con saggezza alle difficoltà e alle sfide dell’ora presente, invocando l’aiuto che viene dall’alto. Celebrare il Natale è incontrarsi con Cristo, che viene a bussare alla porta del nostro cuore. Egli ci parla di amore. Amore verso Dio, ma amore anche verso il prossimo. Cristo ha predicato la grande legge dell’amore. Se tale legge fosse osservata, cambierebbe il volto della storia e del mondo. La nostra vita sarebbe più bella e felice.

Per tradizione vi è attorno al Natale una serie di gentili espressioni di amicizia, di solidarietà e di attenzione agli altri. Tra i doni di Natale non manchi quello di donare amicizia e affetto.

Buon Natale a tutti. Il Natale illumini la nostra vita e dia senso e valore alla nostra esistenza.

Card, Giovanni Battista Re


Natale 2013


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