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I morti e la morte: gli anziani rispondono

Tra i nostri anziani c’è chi, soffrendo per i gravi problemi di salute, attende la morte con serenità; ripongono tanta fiducia in Gesù e nella Madonna. Ho chiesto ad una nonna se ha paura della morte; mi sono sentita rispondere che non ha alcuna paura, anzi, non vede l’ora di morire per incontrare Dio. Tiene sempre lo sguardo rivolto verso l’alto con la corona del rosario nella mano destra e l’unghia del pollice puntata sull’Ave Maria. Ha un’aria tranquilla, è serena, rilassata. Ho pensato di interrogare più anziani sul tema della morte e alla domanda “pensi alla morte?”, ecco alcune risposte tradotte dalla forma dialettale, cercando di mantenerne la spontaneità.

Una volontaria

- A volte sto tanto male che invoco la morte, poi ci ripenso e decido che è bello vivere e convivere con la mia malattia e la solitudine, nella speranza, non di guarire, ma di migliorare.

- La morte è la fine di tutto. Nell’aldilà cosa ci sarà? Meglio stare qua.

- Sento che la Madonna mi sta aspettando a braccia aperte.

- Voglio morire. In Paradiso abbraccerò mio figlio morto in un incidente sul lavoro.

- Desidero la morte perché le mie gambe mi fanno troppo male, non mi servono più, potrebbero anche tagliarmele.

- Prego tanto per i miei morti; piango perché non posso più portare ceri e fiori al Camposanto.

- Qualche notte sento delle urla o delle voci che piangono; sono certamente i miei morti; allora prego per loro.

- Ho tanta nostalgia dei miei morti, mi ricordano il mio passato, il tempo che ho vissuto con loro. Mi sono stati portati via con la morte. Spero di rivederli presto. Chissà se in Paradiso o al Purgatorio. Escludo l’Inferno.

- Vorrei che arrivasse la mia fine; sono troppo vecchia e le forze fisiche mi vengono a mancare; l’età si fa sentire sempre di più. I dolori non mi passano. Cosa mi resta?

- Io non sono ancora pronto a morire; ho paura della morte, per cui dovrebbe arrivare all’improvviso, senza preavviso.

- Era bello andare al camposanto (così lo chiamano ancora i nostri nonni) e pregare sulla tomba dei nostri cari. Ora io non lo posso più fare. Prego qui, ma mi sentiranno? Avvicinati che ti voglio dare un bacio.

- Da piccola giocavo “dedré di morcc” e i maschi ci facevano paura. Dicevano che i morti a noi bambine avrebbero tirato le gambe. Che scemi!

- I miei morti mi aiutano a vivere, per questo porto sempre con me il loro ricordo.

- Nel silenzio della mia camera io sento i miei morti che mi chiamano e mi fanno coraggio.

- Non ho voglia di morire, però se penso alle mie sofferenze, alle difficoltà quotidiane, alla mia veneranda età, sono più di 90, attendo la morte con serenità.

- Il Signore terrà conto delle mie miserie e sofferenze? Io mi sono sforzata di fare il bene, ma non sempre ne sono stata capace. L’impegno e le intenzioni erano buone, ma la riuscita...

- Ho pregato tanto, ancora prego. Dono al Signore parte del mio tempo, dopo aver però giocato a tombola. Lo prego di prepararmi bene alla morte che mi fa tanta paura. Cosa ci sarà nell’aldilà?

- I miei morti mi hanno insegnato e lasciato tanto. Io sono contento di loro e loro, sono sicuro, saranno contenti di me.

- Voglio al più presto abbracciare i miei cari per ritrovare la felicità che qui al ricovero ho perso.

- Non è giusto pregare solo per i morti, bisogna pregare anche per noi che siamo vivi. Io lo faccio spesso.

- Offro ai miei morti le mie sofferenze e le mie preghiere.

- Quando si è vecchi come me, cosa ci si aspetta? La morte.

- Penso alla morte ogni volta che prego la Madonna con la preghiera del Santo Rosario l’AVE MARIA.

- Se avrò la fortuna di andare in Paradiso, incontrerò il mio angelo e il mio santo protettore. Cosa ne pensi tu?


Natale 2013


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