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NATALE: UN UNICO AMORE OFFERTO A TUTTI GLI UOMINI

don francesco

I fatti di Francia che hanno segnato indelebilmente questi giorni, saranno difficili da dimenticare ed, ancora di più, segneranno di dubbio e paura anche i giorni del Natale del Signore.

Eppure, nel cuore dell’uomo c’è il desiderio di Dio e, credo che pur tra tante incertezze e timori, ancora andremo a cercarne con fatica i segni, oltre l’irrazionalità e la ferocia degli atti terroristici, oltre la risposta vendicativa e giustizialista di chi, con la stessa violenza, vuole risolvere i problemi della diversità culturale e religiosa. Difficile però sarà trovare una risposta, se noi stessi non andremo prima all’origine del nostro esistere, del nostro cercare Dio e del voler imporre la nostra idea di Dio.

La violenza, anche religiosa, non nasce infatti da Dio, ma dal voler imporre l’idea di Dio che ci siamo fatti. All’inizio non c’è una idea, bensì un fatto. Prima ancora di ciò che abbiamo conosciuto di Dio, c’è Dio stesso, c’è il mistero di Lui Creatore, che ha amato, cercato, parlato, guidato noi uomini in molte maniere e poi si è fatto conoscere al mondo, nella nostra umanità, nella Incarnazione del Figlio. Dio per primo ci è venuto incontro e noi lo abbiamo potuto riconoscere perché egli ci ha trovati.

All’origine di ogni esperienza di fede c’è sempre la Grazia che proviene da Dio e che si espande su ogni uomo. Ed è qui la notizia bella e consolante: Dio viene per tutti, tutti ama e a tutti porta la salvezza. Niente impedisce all’uomo di andare incontro al Signore anzi, di accogliere e riconoscere la venuta del Signore perché Lui è già all’opera tra noi, è già immerso nel cuore della nostra turbolenta storia, nei fatti lieti e drammatici che accadono intorno a noi. Ed anche se sembra non vediamo quasi nulla, quando cadono le barriere e si infrangono gli ostacoli alla fraternità tra gli uomini, allora cominciano a manifestarsi i segni della Grazia divina che era già in azione.

Dopo il Natale celebreremo la festa della Epifania del Signore. Questa festa è per noi il segnale che non bisogna lasciare prevalere il pessimismo di fronte alla distruzione del desiderio di fraternità degli uomini, ma anzi bisogna ravvivare lo slancio verso la comune meta della salvezza che è offerta a tutti da Cristo Signore. Ecco che allora diventa chiaro il compito dei cristiani verso chi non conosce Dio, chi lo ha dimenticato, chi lo cerca con fatica ed anche verso chi lo usa come giustificazione per uccidere: far conoscere il Salvatore, condurre a Lui chi desidera incontrarlo, mostrare la bellezza della fede cristiana, offrire l’amore di cui noi godiamo, perché già siamo stati amati. È il compito missionario che scaturisce dal Natale e dalla festa dell’Epifania, festa delle genti.

L’impegno per l’unità dei cristiani, di cui in gennaio si celebra l’ottavario di preghiera, ci aiuterà ad avere rispetto per tutti coloro che, cristiani, non condividono totalmente con noi la stessa fede, ma anche per tanti altri che professano una religione diversa dalla nostra. Prepariamoci ad accogliere Gesù unico Salvatore del mondo in mezzo a persone che forse, proprio per questa accoglienza, ci disprezzano, ci odiano e possono arrivare ad ucciderci.

In futuro sempre più saremo sotto gli occhi del mondo non cristiano perché andiamo verso una società multirazziale, multietnica, multi religiosa: facciamo dunque in modo che possa esso scorgere in noi la stessa luminosità della stella che guidò i Magi a Betlemme, proprio nella fedeltà alla nostra fede, vissuta con autenticità, con eroicità e forse anche martirio, giorno per giorno. Sarà il modo concreto di prolungare nel tempo la festa del Natale e dell’Epifania, diventando noi stessi manifestazione di Gesù, il Signore, Salvatore del mondo.

Don Francesco


Natale 2015


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