Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Archivio Cüntómela

Natale 2019


copertina

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S O M M A R I O




Foto in copertina

Angelo Bertelli, presidente del circolo Acli di Manerbio, tutti gli anni realizza presso la sede del circolo, via s. Martino 41, un presepio riproducendo luoghi del paese o visitati durante l'anno.
Che cosa c'entra con noi?
Ha realizzato in scala le 5 chiese parrocchiali dell'altopiano del sole e ha collocato in mezzo la natività. (Per proporzione rispetto alla pagina verticale, abbiamo fatto un taglio e un maldestro fotomontaggio per includere la chiesa di Borno)
Grazie Angelo, grazie al circolo Acli, bell'augurio per le nostre comunità. Un ponte tra l'altopiano del Sole e la bassa.




PAROLA DEL PARROCO

CAMMINIAMO NELLA GIOIA

panorama altipiano

Carissimi,

durante la prima domenica di Avvento sono state annunciate le Missioni Popolari che vivremo come “Tempo di Grazia” nelle nostre cinque parrocchie il prossimo anno. Abbiamo scelto come slogan “Con Cristo camminiamo nella gioia”.

Questo è l’augurio che rivolgo a tutti voi per il santo Natale!

Maria e Giuseppe andarono a Betlemme, all’apparenza per adempiere a un comando dell’imperatore. Fu molto più di questo: Dio aveva stabilito che lì dovesse nascere Gesù.

I pastori si misero in viaggio per andare a vedere ciò che era stato annunciato loro dagli angeli: “Oggi è nato in Betlemme un salvatore”.

I Magi seguirono quella stella in cui riconobbero un segno straordinario e non si arresero nella ricerca, nemmeno quando la stella sparì dalla loro vista.

Tutti arrivarono, per strade e in tempi diversi, e “provarono una grandissima gioia”.

Mi piace pensare che in questo Natale anche ognuno di noi, a modo suo, è in cammino verso Gesù che viene; un cammino che, facendoci convergere tutti verso Lui, ci aiuta a sentirci più vicini fra di noi, più amici, più fratelli.

Vinciamo allora le nostre pigrizie, superiamo senza scoraggiarci gli ostacoli, rimuoviamo dal nostro cuore la superficialità che troppe volte ci fa dire “lo so già” o “tanto non ne vale la pena”. Rallegriamoci invece per la presenza e la vicinanza di Dio alla nostra vita. Il cammino verso la grotta di Betlemme ci unisce, ci fa davvero sentire comunità.

Abbiamo salutato, nelle scorse settimane, le suore Dorotee di Cemmo che per 110 anni sono state presenza arricchente, viva e significativa nelle nostre comunità. In particolare abbiamo festeggiato suor Ida per i suoi sessant’anni di professione religiosa, la maggior parte dei quali vissuti a Borno.

A fine novembre abbiamo ringraziato Don Simone che, dopo nove anni di presenza tra noi, ha assunto il servizio di parroco nelle comunità di Malonno, Paisco e Loveno.

È normale avvertire la fatica del distacco da chi affrontava insieme a noi le cose di tutti i giorni; avvertire il peso che deriva anche dalla consapevolezza che, probabilmente, non avremo più un altro curato dell’oratorio, altre suore che si dedichino a tempo pieno alle persone sole, agli anziani, agli ammalati, all’educazione cristiana, oggi più che mai urgente, dei più piccoli, degli adolescenti, dei giovani. È dunque lecito e umano sentire un po’ di amarezza.

Anche in queste sfide, come in tante altre personali, famigliari, comunitarie dobbiamo continuare a guardare in alto, a confidare in quel Dio che si è fatto uomo per condividere le nostre fatiche, camminare al nostro fianco e riaccendere la speranza.

Mentre esprimiamo riconoscenza a chi ha dato molto alle nostre comunità, non ripieghiamoci su noi stessi, lasciamo che questa speranza produca germogli nuovi, guardiamo avanti come i pastori e in alto come i Magi, con la loro stessa trepidazione che poi si è trasformata in grande gioia davanti alla mangiatoia. E allora sì, continuiamo a camminare in quella gioia che è Gesù “Dio con noi” molto più forte di ogni difficoltà.

È l’augurio che faccio di cuore a tutti e a ciascuno.

Buon Natale!

Vostro don Paolo




È NATALE...

ADMIRABILE SIGNUM
significato e valore del presepe

Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui.

papa a greccio

È questo l’inizio della Lettera Apostolica firmata da Papa Francesco il 1 dicembre 2019 proprio a Greccio, dove San Francesco nel 1223 volle fare una sacra rappresentazione della nascita di Gesù, dando inizio ad una bella tradizione che lo stesso Papa ci invita a continuare soprattutto in famiglia, ma anche nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze…

Lo chiama “un esercizio di fantasia creativa” e ci ricorda che la stessa parola presepio deriva da quella mangiatoia (presepium in latino) in cui è stato posto Gesù; parola quindi densa di simboli e risonanze eucaristiche: Gesù si è fatto cibo, pane per gli uomini.

Ricordando le Fonti Francescane che narrano appunto l’origine del presepio, Papa Francesco scrive che questo “ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme. Naturalmente, i Vangeli rimangono sempre la fonte che permette di conoscere e meditare quell’Avvenimento; tuttavia, la sua rappresentazione nel presepe aiuta ad immaginare le scene, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale nei più diversi contesti storici e culturali. In modo particolare, fin dall’origine francescana il presepe è un invito a “sentire”, a “toccare” la povertà che il Figlio di Dio ha scelto per sé nella sua Incarnazione. E così, implicitamente, è un appello a seguirlo sulla via dell’umiltà, della povertà, della spogliazione, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce. È un appello a incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi (cfr Mt 25,31-46)”.

Con linguaggio semplice e diretto, il Papa sembra poi eseguire degli zoom fotografici sugli elementi classici del presepio. Ecco il cielo, le montagne, i ruscelli, le pecore, i pastori a sottolineare che tutto il creato partecipa alla festa per la venuta del Messia. Il buio e le rovine di alcune case e palazzi sono “segno visibile dell’umanità decaduta, di tutto ciò che va in rovina, che è corrotto e intristito”.

I personaggi indifferenti vengono contrapposti ai pastori e ai poveri che tendono lo sguardo verso la grotta.

Bello il paragrafo dove ricorda che “spesso i bambini – ma anche gli adulti! – amano aggiungere al presepe altre statuine che sembrano non avere alcuna relazione con i racconti evangelici. Eppure, questa immaginazione intende esprimere che in questo nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è spazio per tutto ciò che è umano e per ogni creatura. Dal pastore al fabbro, dal fornaio ai musicisti, dalle donne che portano le brocche d’acqua ai bambini che giocano…: tutto ciò rappresenta la santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, quando Gesù condivide con noi la sua vita divina”.

Ovviamente questi zoom non potevano che convergere sull’evento e i suoi principali protagonisti: Gesù, Maria e Giuseppe, seguiti poi dai magi, stranieri affamati d’infinito.

È una lettera abbastanza breve e di facile lettura che, in certi punti, ripropone anche i ricordi e le atmosfere legate al presepe che tanti di noi possono custodire nel proprio cuore. È un invito a continuare a fare e contemplare il presepe non solo per tradizione o, peggio, per futili questioni identitarie, bensì perché esso “racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi”.

A cura della redazione




È NATALE...

E IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI

presepio eucaristia

Il prologo di San Giovanni ci parla del mistero dell’incarnazione in maniera eccellente, e fra le tante espressioni usate, la frase che mi ha sempre affascinato è: “Venne la luce vera, quella che illumina ogni uomo”.

Siamo in tempi difficili, dove spesso si sente la solitudine (soprattutto quando allontaniamo Dio dalla nostra vita), la confusione, la perdita di consapevolezza del valore dell’umanità e del nostro destino: tutto sembra essere oscurato. In questo contesto, la luce del mistero del Verbo incarnato diventa veramente un grande evento per noi. Dio si è fatto come noi per farci come Lui, cantiamo durante tutto il tempo di Avvento e di Natale, e invochiamo la sua venuta proprio con questa speranza. Dobbiamo ricordarci però che Dio ha già preso l’iniziativa e che tocca a noi rispondere.

Come incontrare oggi questa Luce che illumina ogni uomo? Maria nel mistero del Natale, con un gesto semplice, ci dà la risposta. Depone Gesù nella mangiatoia prefigurando l’offerta del del Pane di Vita e della Parola che illumina il cammino.

La luce che illumina ogni uomo oggi, è l’Eucarestia! Che bello vedere la chiesa piena nella notte santa di Natale di tutti coloro che hanno accolto l’invito dell’Angelo “Venite fedeli, venite adoriamo il Signore Gesù! Oggi è nato per voi il Salvatore!” Non lasciamo che questo invito sia solo per una volta l’anno, perché quell’Oggi non è solo il 25 dicembre, ma è la quotidianità. Ogni Domenica la Luce che illumina ogni uomo è a nostra disposizione, Gesù presente nell’Eucarestia, continua ad essere in mezzo noi ed entra in noi per riempire la nostra solitudine, riordinare le nostre idee confuse e disorientate, per farci riscoprire l’essere importanti e preziosi, per consolarci, per redimerci dal peccato e per rivestirci della sua luce cosi che possiamo essere “luce del mondo e sale della terra”.

Il mistero dell’Incarnazione con il mistero della Pasqua di Risurrezione è ciò che fa della nostra religione, la religione vera perché è fondata non dall’uomo ma da Dio stesso. Non potremmo dirci cristiani se non credessimo fermamente che Gesù è Dio fatto uomo. Tutte le altre religioni, pur contenendo tracce della Verità, sono solo sforzi dell’uomo alla ricerca di felicità e di libertà. La religione cristiana con il mistero dell’Incarnazione, rivela Dio all’uomo e porta l’uomo a Dio. Dunque è Dio che incontra l’uomo per dare a lui quella felicità e libertà che sazia e soddisfa in pieno. È il mistero di Dio che, per amore, viene ad abitare in mezzo a noi assumendo la nostra natura umana, condividendo gioie, fatiche e sofferenze. Ci chiede però di far passare attraverso di noi, la sua compassione e il suo amore gratuito, facendo diventare tutto quello che lui è per noi, il nostro modo di essere per tutti e tutto quello che ci dona, un dono per tutti.

Quindi come Lui ci libera dal giudizio di condanna perché ci perdona sempre e ci salva, dobbiamo essere liberanti, ma anche liberi dai giudizi di condanna perdonando a tutti di cuore, come Lui ci aiuta e ci ama, dobbiamo essere generosi di opere di carità verso chi è nel bisogno.

Il nostro Augurio si esprime nel desiderio che tutto questo si realizzi, per poter celebrare sinceramente il mistero dell’incarnazione, e vivere un autentico Natale. Buon Natale a tutti.

Don Mauro




È NATALE...

EUCARESTIA: IL NATALE OGNI GIORNO

presepiogreggio
Grotta del primo presepio - Greccio

Francesco d’Assisi, sentito il desiderio di vivere più intensamente il S. Natale del Signore Gesù, con l’aiuto di alcuni confratelli e il consenso del Papa, organizzò a Greccio una rappresentazione dal vivo della Natività. Molti di voi staranno pensando al solito racconto della nascita del presepio. È vero, ma solo in parte; perché S. Francesco non si accontentò di una, seppur commovente e bella, rappresentazione. Egli voleva vivere realmente il Natale e non solo guardarlo e ammirarlo.

Ed allora cosa fece di straordinario? Fece celebrare l’Eucarestia proprio in quel contesto “teatrale” facendo diventare quello che poteva essere solo una rappresentazione, un vero incontro con il Signore Gesù.

Capire quest’ultimo passaggio è importante, fondamentale per comprendere tutta la ricchezza di questo avvenimento.

Non un teatro, non una recita, non una semplice rappresentazione, ma l’incontro con il Dio che si fa uomo, con l’Eucarestia, presenza reale di Gesù Cristo.

Un fatto che, visto sotto questa luce, ci aiuta a valorizzare l’incontro con Dio che avviene in ogni Eucarestia, ci invita a collocare nel giusto posto ogni rappresentazione che dovrebbe aiutarci a vivere il Natale di Gesù proprio come san Francesco desiderava.

Ottimo fare il presepio, buona cosa addobbare a festa la casa e le strade, bello ritrovarsi con amici e parenti a vivere questo evento di gioia, però ricordando sempre che è lì, nell’Eucarestia, che troviamo e ritroviamo il Gesù vivo, cioè non una statuetta, ma il corpo reale di Gesù, la sua presenza, il suo affetto, il suo sostegno.

E così ogni Eucarestia può essere per noi un giorno natalizio in cui adorare, baciare, interloquire con il Divino bambinello: Gesù vivo che ci fa diventare una cosa sola in Lui.

E allora che sia davvero un Buon Natale di incontro con quel Dio che nasce ogni giorno, per tutti nell’Eucarestia.

I frati cappuccini del santuario dell’Annunciata




GRAZIE DON SIMONE

CONTENTO DI AVER FATTO PARTE PER UN PO’ DELLA VOSTRA STORIA

Messa saluto don Simone

Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
(Sal. 115)

Lo scorso 24 novembre, celebrando l’Eucaristia di saluto nella solennità di Cristo Re dell’Universo, ho alzato il calice della salvezza e ho invocato il Signore per ciascuno di voi, ricordando i nove anni di servizio sacerdotale nelle comunità di Borno, Ossimo e Lozio.

Nove anni non sono pochi e per un semplice curato sono quasi un’eccezione. Per questo ringrazio il Signore che mi ha dato la possibilità di trascorrere in mezzo a voi un po’ più di tempo.

Ripensando al tempo che è passato, mi ritornano alla mente e al cuore tanti volti, tante esperienze, tante persone che mi hanno arricchito con la loro generosità, saggezza, pazienza e gioia di vivere. Desidero conservare tutta questa ricchezza e condividerla con quanti il Signore metterà sul mio cammino di sacerdote.

Con le stesse parole di San Pietro: «Non possiedo né argento, né oro, ma quello che ho te lo do: Gesù Cristo», sono contento di aver condiviso con voi prima di tutto il dono bello e grande della fede e spero, nel mio piccolo, di avervi aiutato con semplicità a desiderare sempre di più di stare con Lui, l’unico Signore e Salvatore, che si offre nel dono grande dell’Eucaristia, cibo che ci sostiene nel nostro pellegrinaggio sulla terra e nel tempo. Sono contento perché insieme a voi ho pregato bene! Sono contento di aver fatto parte per un po’ della vostra storia! Sono contento di aver imparato che la gente di montagna ha un cuore grande (forse perché più vicina a Dio)! Sono contento perché grazie alle vostre vite ho avuto di nuovo certezza che il Signore ci vuole bene!

Farò mie le parole di San Paolo: «Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente, e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù» (Fil 1, 3-5).

Messa saluto don Simone

Ci sono tante persone da ringraziare: i catechisti, gli animatori degli adolescenti, i collaboratori e i volontari degli oratori e delle parrocchie, tutti quanti si adoperano in vario modo per fare delle nostre chiese delle case accoglienti, le famiglie che ho avuto modo di incontrare, i più piccoli che mi hanno ricordato la bellezza della vita, i malati e gli anziani che rimangono preziosi per la loro preghiera, gli amici sinceri e preziosi. Tanti volti, tanti cuori! Il Signore ricompensi tutti personalmente per la vostra affettuosa amicizia. Davvero tutto è grazia!

Il Signore vi benedica e vi custodisca!
Faccia risplendere su di voi il suo volto
e vi faccia grazia!
Rivolga a voi il suo volto e vi doni la pace!
Così sia, per sempre!

Don Simone




GRAZIE DON SIMONE

DON SIMONE GRAZIE PER...

Messa saluto don Simone

Grazie don Simone per questi nove anni nella nostra comunità.

Grazie per quello che sei: le persone non valgono tanto per ciò che fanno, ma per quello che sono. Sei cristiano, sacerdote, mandato per annunciare Cristo con la parola e con la vita. La tua presenza, la tua parola, i tuoi esempi sono stati preziosi per il nostro cammino.

Grazie anche per quello che hai fatto: i tuoi talenti nel canto, nella cura della liturgia, nel dono ai ragazzi, nel gusto per il bello li hai messi a disposizione per le nostre comunità con sapienza e con amore facendoti guida schietta e decisa.

Un grazie mio personale: hai accompagnato le comunità lo scorso anno nel lungo periodo in attesa del nuovo parroco. Mi hai aiutato in questi mesi a conoscere persone e situazioni, ad imparare un poco a essere guida di queste comunità. Ti ringrazio per lo spirito di fraternità sacerdotale con cui mi hai accolto come parroco e della pazienza che hai portato per il mio carattere così diverso dal tuo.

Auguri di cuore per il nuovo cammino che ti aspetta. Il Signore ti chiama a servizio della stessa Chiesa e al suo servizio, ma in un’altra comunità. Sentiamo la bellezza di ciò che ci unisce nel Signore Gesù e da Lui lasciamoci guidare nel cammino.

Dio ti benedica sempre!

Don Paolo




GRAZIE DON SIMONE

LODARE DIO CON LA MUSICA

Messa saluto don Simone

È la notte di Natale del 2014. Uno sparuto gruppetto di persone si sistema sotto la cantoria dell'organo della nostra chiesa. “Sarà mica il nuovo coro parrocchiale” si bisbiglia fra i banchi “così pochi poi...”

Comincia così a muovere i primi passi il coro San Martino. Pur nel timore reverenziale nell’andare ad occupare un posto tanto prestigioso, due granitiche certezze ci hanno sostenuto: la seria preparazione del nostro maestro e il profondo desiderio di noi cantori di lodare Dio con la musica in un autentico spirito di servizio. Senza questi due valori avremmo fatto poca strada! E invece è stato un crescendo di sfide e di obiettivi superati: repertori all’inizio semplici, a una sola voce piano piano sono stati sostituiti dalla magia del canto polifonico. Tante volte ci siamo stupiti noi stessi dei risultati ottenuti!

Messa saluto don Simone

E allora don Simone, grazie! Grazie per aver creduto che dietro la ruvidità delle nostre voci c'era una morbidezza che prima o poi tu saresti riuscito a far venir fuori. Mai avremmo pensato di dirti grazie per la severità con la quale ci hai guidato. Ti confessiamo solo ora che spesso abbiamo pensato che fosse troppa. Ma un gruppo dove le donne rappresentano la maggioranza può facilmente trasformarsi in una miscela esplosiva se non tenuto in riga con mano ferma! I risultati ti hanno dato ragione. E infine grazie per la dedizione, la passione con la quale ci hai guidato in questi cinque anni.

L'auspicio è che tu possa continuare a coltivare anche a Malonno questo servizio che svolgi tanto bene. Per quel che ci riguarda, da parte nostra ti assicuriamo che le tue e anche un po' nostre fatiche non andranno disperse. Hai dissodato buona Terra l'hai arata e l'hai coltivata con tenacia: è un segno grande che lasci alla comunità di Borno. Non andrà perduto, stanne certo.

per il coro Emilia




GRAZIE DON SIMONE

IL CONSIGLIO PASTORALE DI BORNO E LE ASSEMBLEE DI OSSIMO E LOZIO

C’è sempre qualcosa da dire sui preti

Se il prete una volta parla dieci minuti più
a lungo: è un parolaio.
Se durante una predica parla forte:
allora urla.
Se non predica forte: non si capisce niente.
Se possiede un'auto personale:
è capitalista, è mondano.
Se non ha un'auto personale:
non è capace di adattarsi ai tempi.
Se visita i suoi fedeli fuori parrocchia:
allora gironzola dappertutto.
Se frequenta le famiglie: non è mai in casa.
Se rimane in casa: non visita le famiglie.
Se parla di offerte e chiede qualcosa:
non pensa ad altro che a far soldi.
Se non organizza feste, gite, incontri:
nella parrocchia non c'è vita.
Se in confessionale si concede tempo:
è interminabile.
Se fa in fretta: non è capace di ascoltare.
Se comincia la Messa puntualmente:
il suo orologio è avanti.
Se ha un piccolo ritardo:
fa perdere tempo a un sacco di gente.
Se abbellisce la Chiesa:
getta via i soldi inutilmente.
Se non lo fa:
lascia andare tutto alla malora.
Se prega in Chiesa:
non è un uomo d'azione.
Se si vede poco in Chiesa:
non è un uomo di Dio.
Se si interessa agli altri: è un impiccione.
Se non si interessa: è un egoista.
Se parla di giustizia sociale:
fa della politica.
Se cerca di essere prudente: è di destra.
Se ha un po' di coraggio: è di sinistra.
Se è giovane: non ha esperienza.
Se è vecchio: non si adatta ai tempi.
Se se ne va,
non c’è nessuno che lo sostituisca!

(www.lemissioni.net)

Messa saluto don Simone

A te, don Simone, che non sei un “parolaio”, ma un paroliere: un uomo capace, con le parole, di toccare nel profondo ogni cuore e di scuotere la nostra fede, a volte, sopita o confusa.

A te, don, che ci siamo abituati a veder gironzolare tra le nostre parrocchie, instancabile e “sempre sul pezzo”.

A te, don, che in confessionale concedi tempo, sempre prezioso e mai sprecato, attento nell’ascolto e ricco di buoni consigli. A te, don, che hai saputo abbellire le nostre chiese con gusto e delicata attenzione, insegnandoci che la Bellezza è un tramite per arrivare a Dio.

A te, don, che hai fatto risuonare questa Bellezza nelle voci dei tuoi coristi e dei nostri bambini, perché la musica, a sua volta, ci avvicina al Signore.

A te, don, che hai saputo guidare la nostra Unità Pastorale con spirito di servizio: siamo certi che l’Amore per le proprie comunità si manifesti anche attraverso le opere.

A te, dunque, caro don Simone, da parte del Consiglio pastorale di Borno, delle Assemblee parrocchiali di Ossimo e Lozio e di tutte le comunità dell’Altopiano, il più sincero e riconoscente GRAZIE per questi anni e un augurio di cuore per il tuo nuovo incarico di Parroco di Malonno, Loveno e Paisco. E, se è vero che c’è sempre qualcosa da dire sui preti, adesso che sei chiamato ad un’altra Missione, noi diremo sempre della tua testimonianza viva e autentica del messaggio di verità di Cristo.

per il consiglio pastorale Francesca Gheza




GRAZIE DON SIMONE

DON SIMONE GRAZIE E AUGURI

Messa saluto don Simone Messa saluto don Simone

Caro Don Simone,
in simili circostanze è difficile esprimere ciò che ognuno di noi avverte dentro di sè.

È triste dover fare un saluto ad un sacerdote che se ne va, perché per un prete lasciare il paese dove si è respirata per qualche anno la stessa aria ed aver condiviso le stesse esperienze di fede e di vita, è sempre un taglio doloroso per lui e per la comunità.

La verità è che il prete non “si appartiene“.

Se per un tratto della vita ha avuto come compagna una comunità, sa che non è per sempre, perché egli appartiene a Dio e in Lui conosce, ama e accoglie gli uomini.

Alla comunità e soprattutto ai catechisti lascia comunque un segno che resterà per sempre radicato in lui e in quelli che ha incontrato; anche a distanza di anni il ricordo nutrirà la sua e la loro fede plasmandone inevitabilmente la vita.

Il tuo contributo di sacerdote si è rivelato significativo per noi catechisti, soprattutto per la preziosa intensità delle tue omelie, per la tua preparazione nella predicazione, nelle celebrazioni, nella catechesi e negli altri momenti formativi in diverse occasioni.

Ora il Signore ti chiama ad una nuova tappa della tua vita sacerdotale, servendo come parroco la comunità di Malonno.

Messa saluto don Simone

Ti facciamo i nostri auguri accompagnati da intensa preghiera, perché, anche in quella parrocchia, il tuo servizio pastorale sia fecondo di bene.

Ti chiediamo di ricordarti sempre, nelle tue preghiere, di tutta le nostre comunità, ma specialmente dei tuoi catechisti.

Nel porgere i nostri veramente sentiti ringraziamenti, vogliamo inviarti un grande augurio e lo facciamo con un pensiero di Papa Francesco:

“Il Signore ed il suo popolo si parlano in mille modi direttamente senza intermediari. Tuttavia nell’omelia vogliamo che qualcuno faccia da strumento ed esprima i sentimenti in modo tale che in seguito ciascuno possa scegliere come continuare la conversazioni“.

Grazie Don Simone per tutto quello che hai fatto per i catechisti e in particolare per ognuno di noi in tutti questi anni condivisi.

Cesarina




GRAZIE DON SIMONE

CIAO DON SIMONE

don simone adolescenti

È strano pensare che questo ciao non sia il solito “ciao a domani”. Ma dopo nove anni, questo momento, quello dei saluti, dove tutti si emozionano, ricordano i bei momenti passati e si fanno venire un po' di magone, è arrivato.

Ci piace pensare però, che per noi sei stato più di un curato.

Sei stato per noi un amico con cui confidarci al bar davanti ad un caffè, un compagno con cui fare viaggi e avventure a tutte le ore, un “adulto” che ci ha coinvolto nelle attività per grandi nonostante fossimo tutti ragazzi.

Sei stato il cuoco che ci deliziava a tutte le feste organizzate dall’oratorio. Si ricorderanno tutti le favolose “Polpette di Don Simone”… Magari erano un po’ incasinate le feste, ma che concerti che ci siamo goduti con “I Luff” o gli altri gruppi!

Sei stato colui che ci ha portato al mare tutte le estati, che nuotava, giocava a beach volley o semplicemente passeggiava con noi. Non ci dimenticheremo le giornate a divertirci con i gonfiabili in piscina o la solita richiesta «chi gioca a beach?».

Non è semplice immaginare cosa voglia dire umanamente fare il lavoro del sacerdote. Arrivare un giorno in un paese nuovo, ricominciare da zero, conoscere tutti, farsi voler bene, sapere che negli anni seguenti ti affezionerai a delle persone, e che poi sarai costretto a lasciarle fisicamente.

Quando sei arrivato alcuni di noi erano ancora dei bambini, altri dei ragazzi un po’ più cresciuti. Ma con naturalezza ti sei inserito da subito nello scorrere delle attività già presenti. Hai dimostrato sin da subito, nonostante fossi qui da poco, di voler fare del bene a questa comunità. E lo abbiamo notato soprattutto noi giovani.

Messa saluto don Simone

Nel tempo che hai trascorso qui, oltre ad averci intrattenuto, ci hai insegnato il lavoro di squadra, l'importanza dell'amicizia, della condivisione e dello stare assieme. Oltre ad esserti inserito tu, sei riuscito anche a mettere d'accordo i più grandi, con i più piccoli, che poi sono diventati grandi anche loro. Siamo stati tantissimo tempo assieme, e chi più e chi meno, tutti ci ricorderemo delle esperienze ed emozioni che ci hai fatto vivere.

Ci rasserena sapere che con il cuore sarai sempre qua, al nostro fianco; che non ti dimenticherai di Borno proprio come Borno non si dimenticherà di te; che la distanza (che non è poi neanche così tanta) non cancellerà tutto quello che c’è stato.

Un poeta diceva “non bisogna piangere perché è finita, ma sorridere perché e successo”. Noi sorridiamo perché è successo, e sorridiamo anche perché sappiamo che non è finita, perché ci ricorderemo di te per tutta la vita.

Ti possiamo augurare tanta fortuna per la tua prossima missione a Malonno, anche se forse, con la forza, la passione, la fede e l’amore che porti dentro di te, la fortuna non sarà nemmeno così importante.

Sappiamo già però che sarai un buon parroco. Perché amerai la tua nuova comunità, ne sarai parte integrante, ne sarai pastore, e la metterai davanti a tutto.

Grazie ancora e tanti auguri Don Simone

Gli adolescenti




GRAZIE DON SIMONE

I GRAZIE E LE EMOZIONI DEI BAMBINI

Messa saluto don Simone

Grazie, don, di averci insegnato a pregare, a cantare e a partecipare alla Santa Messa.

La chiesa senza di te non sarà più così bella.

Il catechismo senza di te sarà più problematico...

Ti voglio bene, mi mancherai, mi dispiace che tu vada via. Un bacio

Ci sei sempre stato vicino, anche se non ci vedremo, sarà come averti accanto. Grazie!!!

Grazie per averci condotto sul giusto cammino. Grazie!!!

Don Simone mi dispiace di non vederti più, ma con te resterà Gesù. Con te resterà tutta Borno, nel tuo cuore più profondo, con te resterà la nostra chiesa e nella tua mente resteranno impresse tutte le cose che hai fatto a noi e neanche noi ti dimenticheremo. Ti voglio bene Don Simone

Caro Don Simone, mi spiace la tua partenza. Per me non eri un semplice prete, ma un maestro, un amico e soprattutto eri un maestro dell’amore. Ti porterò sempre nel mio cuore come una parte di me. Cari saluti e spero che ti adatterai presto a Malonno e non avrai troppa nostalgia di Borno e di noi.

Grazie per aver celebrato messa per 10 anni. Grazie per averci fatto la confessione. Grazie per aver perdonato i miei peccati. Spero di rivederti ancora. Ciao

Messa saluto don Simone


GRAZIE DON SIMONE

GLI ANIMATORI TI RIN “GREST” IANO

don simone con gli animatori

Eccoci qua Don Simone, dopo tutti i saluti e i ringraziamenti di tutta l’unità pastorale, anche noi animatori, con semplicità, ti vogliamo salutare con affetto e riconoscenza per quanto hai fatto per noi, e per tutti i ragazzi e bambini che hanno potuto divertirsi con noi grazie a te. Avremmo potuto raccontare tutti i campi scuola e i grest fatti insieme, potremmo girare un documentario o forse organizzare un musical che racconti tutto, ma crediamo che un momento particolare possa riassumere il tutto.

Ci riferimento a quando, in prospettiva dell’unità pastorale, anche i tre grest di Ossimo, Borno e Lozio, che prima erano sempre esistiti autonomamente, hanno dovuto fondersi in un unico GREST UNITO. Sappiamo bene che ci sono stati molti ostacoli e imprevisti, ma alla fine, attraverso un sano e impegnativo lavoro, siamo riusciti a creare una bellissima realtà che non solo unisce tre paesi diversi, ma che soprattutto continua a far esplodere sorridi e divertimento nei nostri bambini e ragazzi.

Noi stessi animatori, forse facendo spesso finta di scordarlo, sappiamo che il grest rimane una realtà molto gradita da tutti: probabilmente se i nostri bambini si divertono così tanto è proprio perché noi per primi ci divertiamo con loro!

Dietro a questa grande macchina ci sei sempre stato tu, che con la tua presenza hai saputo guidarci e indirizzarci nella giusta direzione. Il nostro è quindi un grazie sincero, è un augurio di poter organizzare ancora un campo scuola a Malonno o anche solo una gita.

A conclusione di tutto questo, ci rimangono alcune domande.

1) Chi ballerà con Don Mauro alla festa finale del grest del prossimo anno in maniera così naturale?

2) Non è che ci hai mentito? Forse ci hai detto di andare a Malonno, ma la tua vera destinazione sono i provini di “Amici” con Maria de Filippi?

In attesa delle risposte, ti ringraziamo di cuore e ti auguriamo un nuovo buon cammino, pieno di soddisfazioni, sorprese e qualche secchiata d’acqua dei tuoi nuovi animatori.

Ciao Don, AD MAIORA !

I tuoi animatori di Borno, Ossimo e Lozio

don simone con gli animatori


24-11-2019: don Simone S. Messa di saluto.