Natale2 2019
DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Borno
Quando si pensa al Natale, che è ormai alle porte, si pensa subito alla festa dei bambini e per i bambini, perché legato alla nascita del Bambin Gesù. Per tutti comunque è la festa della gioia, dei colori, delle luminarie, delle tavole imbandite di ogni ben di Dio, dei locali pieni di gente, di passeggiate per vetrine per fare acquisti di ogni genere; le case sono addobbate di mille colori, sono calde ed accoglienti. Non parliamo poi di regali, momento atteso dai grandi e soprattutto dai piccini.
A proposito di doni e per tornare al significato più profondo del Natale, mi piace riportare un semplice racconto che dimostra che noi da Dio abbiamo ricevuto tantissimi doni e che il modo migliore per ringraziarlo, è far germogliare e crescere tali doni ricevuti. Riporto brevemente questo racconto.
Un giorno Dio decise di aprire un negozio in terra per vendere un po’ dei suoi prodotti, quelli per arrivare alla bontà. Chiamò l’Angelo più bello e gentile e gli dette tutti i prodotti del caso.
La notizia dell’apertura del “Negozio di Dio” ben presto si sparse per la terra, e tutti accorsero a fare i loro acquisti. Entrò il primo cliente che chiese all’Angelo che cosa vendesse di particolare.
L‘Angelo rispose “Ogni ben di Dio”, al che il cliente incalzò:
“Ma allora lo farai pagare caro!”.
Ma l’Angelo lo rassicurò dicendo:
“Oh, no! I doni di Dio sono tutti gratuiti”.
Il cliente guardava stupito gli scaffali con scatoloni di pace, con anfore piene d’amore, con flaconi di gioia. Si fece coraggio e, poiché ne sentiva un gran bisogno, ordinò all’Angelo un sacchetto di perdono, una scatola d’amore, un cartoccio di felicità, un barattolo di pazienza, un cucchiaione di umorismo, un barile di coraggio e un sacco di speranza, quanto ne bastava.
L’Angelo andò nel retro bottega per preparare tutta la merce richiesta e poco dopo ritornò al bancone con un pacco piccolissimo, grande quanto un cuore umano. Il cliente non poté fare a meno d’esclamare:
”Possibile che tutto quello che ho chiesto stia in questo scatolino?”
L’Angelo con calma, ma con voce solenne gli spiegò:
“Eh, sì mio caro, nella bottega di Dio non si vendono frutti maturi, ma soltanto piccoli semi da coltivare.”
Il clima natalizio fa pensare e credere che tutti siano felici e spensierati, ma purtroppo, oggi più che mai, sono aumentate le persone sfortunate che non riusciranno ad avere un pasto caldo e un tetto sicuro dove riposare.
Ci sono persone sole, senza affetti, gli alluvionati, i terremotati, i poveri, gli immigrati, le famiglie infelici perché non c’è lavoro o perché i genitori sono separati, donne segnate dalla violenza.
Allora, di fronte a tanta infelicità che ci circonda, ciò che Gesù Bambino ci ricorda è di essere persone semplici e umili come lui, di liberarci dall’orgoglio per arrivare ad essere generosi, altruisti, ci invita a condividere col prossimo gioie e dolori e ci chiede la preghiera, perché essa è fonte di coraggio e forza che fa fruttificare i doni ricevuti. Ci sentiremo così più felici e più vicini al cuore del Bambin Gesù.
La sua Nascita sia quindi per noi la nascita a nuova vita con nuovi proponimenti. E allora auguri a tutti di un Santo Natale! Che si possa vivere sereni, col cuore in pace e circondati dall’affetto dei propri cari e amici.
Francesca Paradies

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Borno
Un giorno, girovagando tra le cascine poste sotto gli impianti di risalita, mi capitò di notare un piccolo dipinto murale. Dissi al contadino che c’era qualcosa che non mi quadrava in quell’immagine: sembrava più un san Francesco invece era dichiarato come “Sant’Antonio dei pastori”. Sant’Antonio era un abate e pertanto chiamava a raccolta i suoi fraticelli con la campanella e fin qui ci siamo. Questo santo è però il più ricco di segni di riconoscimento; oltre alla campanella, aveva il bastone ma con l’impugnatura a T.
Non mancava il fuocherello, in quanto guaritore di quel malanno che prende appunto il nome da lui “fuoco di s. Antonio”; ma era anche protettore degli animali piccoli, soprattutto del porcellino che spesso è raffigurato ai suoi piedi.
Inoltre, come abate, è solitamente raffigurato con una bella barba e abiti solenni. Niente a che vedere con quell’immagine murale.
Ma il contadino aggiunse che, in una cascina poco più sopra, era raffigurato il Cristo della Russia. Incuriosito, mi precipitai: era vero, sulla parete rivolta a est, c’era proprio un dipinto murale assai complesso. Come il precedente, era stato dipinto da Dante Ughetti (vedi scheda).
Il Cristo è crocifisso in modo assai originale, sul braccio orizzontale della croce posto all’altezza del ventre; attorno, gli strumenti della sua passione: flagello, spugna, lance. Il perché dell’originale raffigurazione è chiarito sul braccio orizzontale, posto in alto sotto il tradizionale INRI, con la scritta: “PER I SEPOLTI SENZA CROCE”: il riferimento ai dispersi in Russia la cui sepoltura, se mai ci fu, fu sicuramente caratterizzata dall’assenza della croce, è lampante.
Attorno alla scritta, le quattro nappe distintive delle divisioni, con la stella alpina. Tutto parla di quella tragedia e del teatro ove si svolse. Benché molto sfumato, è ancora possibile leggere anche il paesaggio, con pianure, leggeri rilievi, conifere e nubi minacciose.
Sono presenti tre stemmi che richiamano le divisioni coinvolte: Tridentina, Cuneense e Julia: purtroppo dei tre, è possibile leggere, anche se con estrema difficoltà, solo quello della seconda.
Solo la Tridentina riuscì a sfondare l’accerchiamento russo nella battaglia di Nikolajewka, cui seguì una tragica ritirata. Le altre due furono accerchiate e costrette alla resa.
L’ultimo stemma è dedicato alla divisione Aqui, che però non partecipò a quella spedizione, ma fu sterminata a Cefalonia; il suo stemma è ancora leggibile.
Francesco Inversini
SCHEDA DELL’AUTORE - Dante Ughetti comparve a Borno nel 1956. Era nativo di Pisogne e, come lui affermava e scriveva, era stato prigioniero in Russia dal 1943 al 1956: ben 13 anni.
I reduci di quelle campagne però sostenevano che lui in Russia non ci fosse mai stato, nonostante citasse esattamente date e luoghi. Come mai fosse rimasto in Russia così a lungo, rimane un altro interrogativo.
A Borno si inserì perfettamente, trovando lavoro come imbianchino (chiamarlo così però lo mandava su tutte le furie!) e come decoratore di facciate, soprattutto con paesaggi alpestri ma anche con argomento religiosi. Insomma lui si qualificava come pittore.
Si adoperò per riattivare il locale Gruppo A.N.A. e, come ricordano gli anziani, le prime tessere furono da lui firmate.

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Borno
Il progetto di restauro della chiesa di San Giovanni Battista è ormai alla fine del percorso di approvazione presso la Curia Diocesana di Brescia. Approvato sotto il profilo economico, necessita ora di un’ultima analisi tecnica da parte dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, per essere inoltrato alla Soprintendenza di Brescia.
L’aspettativa di ottenimento dell’autorizzazione e il conseguente inizio dei lavori è quindi entro Marzo 2020.
La progettazione già illustrata ormai più di un anno fa ha necessitato di un approfondimento essenzialmente diagnostico richiesto dal bando di finanziamento “Beni al Sicuro 2019” di Fondazione Cariplo. La fondazione infatti nel Maggio 2019 ha reso possibile l’invio di candidature su questa linea di finanziamento, aperta a beni o complessi di beni culturali che avessero problematiche legate alla sicurezza sia intesa per gli aspetti della conservazione, sia sul piano del rischio per le persone che frequentano e utilizzano i beni.
Il complesso della Parrocchiale di Borno risponde, secondo noi tecnici, ad una delle casistiche che il bando “Beni al Sicuro” intende intercettare e portare ad una risoluzione duratura e condivisa dalla comunità. Lo stato di conservazione delle strutture portanti del tetto infatti è tale da mettere in pericolo la sicurezza delle persone e dei beni artistici e culturali, nel caso di sollecitazioni particolari come nevicate di una certa intensità o terremoto. Inoltre le facciate stesse potrebbero presentare tra non molto tempo distacchi di porzioni di intonaco, mettendo a rischio l’integrità dell’apparato decorativo esterno, ma soprattutto delle persone che frequentano gli spazi in prossimità della chiesa.
La partecipazione a questo bando ha previsto l’ampliamento delle figure professionali coinvolte nel progetto, individuando tecnici specializzati nell’esecuzione e interpretazione di indagini diagnostiche e restauratori, oltre agli ingegneri e architetti già incaricati e specializzati nel calcolo e nella conservazione delle strutture storiche. Inoltre è stata richiesta la designazione di un professionista della comunicazione che avrà il compito di coinvolgere la comunità nella comprensione del bene, del progetto e dei futuri piani di manutenzione. La fondazione Cariplo intende infatti stimolare le comunità ad avvicinarsi ai propri beni culturali sia per comprenderne l’importanza, sia per capire quali siano le necessità di controllo, accertamento e cura che questi beni manifestano.
La progettazione è quindi stata arricchita di un piano di indagini conoscitive approfondite sullo stato di conservazione del bene e di un piano di manutenzione successivo alla realizzazione degli interventi principali.
L’aggiudicazione del finanziamento previsto dal bando, qualora la commissione di tecnici consulenti della Fondazione Cariplo valuti il progetto proposto meritevole più degli altri casi candidati, sarà comunicata alla Parrocchia entro il mese di Dicembre 2019; al momento ci è stato comunicato che la documentazione inviata ha superato la prima verifica di completezza formale. Il contributo Cariplo richiesto è di 150'000,00 euro e coprirebbe quasi la metà delle somme necessarie. In ogni caso gli interventi di restauro non potranno essere rimandati per ragioni di sicurezza, oltre l’inizio della primavera.
Sperando che il lavoro fatto sin ora, porti all’ottenimento di un utile sostegno economico, oltre che ad un innalzamento della precisione e qualità del progetto, ci prepariamo ad iniziare un importante lavoro di restauro che permetterà alla comunità di Borno di conservare ancora a lungo uno dei suoi beni più importanti; i lavori vorranno essere anche una preziosa occasione per scoprire aspetti nuovi su questa interessante chiesa, di origine molto antica, e per avvicinare ancora di più e ancora a lungo la comunità alle necessarie attività di cura, valorizzazione e controllo del proprio patrimonio culturale, storico e artistico.
Pietro Castelnovi

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Ossimo Inf.
Nell’ambito della Festa Patronale dei SS. Cosma e Damiano, abbiamo ricordato Suor Damiana Vivenzi. La Santa messa è stata presieduta da don Cesare Isonni, che nell’omelia ha attualizzato la figura dei Santi Patroni. A concelebrare era presente don Franco Zanotti che al termine della messa ha ricordato la figura di Suor Damiana e le date della sua presenza viva qui a Ossimo che abbiamo riportato nell’articolo. Alla Santa Messa erano presenti anche un gruppo di Suore Dorotee di Cemmo.
“Ti farò mia Sposa, per sempre” (Osea 2,2)
Brescia, 13 giugno 2019
Carissime sorelle,
in Casa angeli abbiamo appena terminato la Veglia per suor Damiana, una bella tradizione con cui da tempo, la sera che precede il funerale, accompagniamo in preghiera ogni nostra sorella che torna alla Casa del Padre.
Anche questa sera eravamo riunite in tante sorelle di casa Angeli, della comunità Nazareth e del Mater Divinae Gratiae. Con noi c’erano alcuni nipoti di suor Damiana, un suo nipote e anche un sacerdote, nativo come lei di Marmentino: Don Martino.
Una orazione della veglia diceva cosi: “ Padre di carità e di gloria, ti raccomandiamo la tua serva, che ha risposto alla tua chiamata e a te si è consacrata interamente, perché tu l’accolga donandole la grazia di vedere Cristo, suo Sposo, e di godere della sua presenza per l’eternità.”
Queste parole parlano proprio di suor Damiana. Per quanto tempo, e quante volte, lei ha ripetuto questo suo grande desiderio di vedere Cristo, suo Sposo, e di godere della sua presenza per l’eternità! Lo diceva a tutti, con tanta gioia e serenità, con voce alta, con quello slancio e passione che tutte abbiamo conosciuto come sua caratteristica. Non aveva di certo paura della morte: per lei era possibilità di incontrare finalmente l’amato del suo cuore!
Non aveva paura della morte e fino all’ultimo ha amato molto la vita, la vicinanza degli altri e di noi sorelle, la possibilità di comunicare vitalità, di lanciare messaggi di bene… Lo faceva a volte con modalità un po’ eccessive, con baci e strette di mano esagerate, da cui non si riusciva a liberarsi, chi non lo ricorda? Suscitava però in tutti una grande simpatia, e anche chi la vedeva per la prima volta non poteva dimenticare la sua particolarità.
Amava ricordare a tutti “la mia mamma mi diceva: prega, perdona sempre e fatti santa.” E alcune volte, per giustificare la sua effusione, cambiava un po’ le parole: “Il mio papà mi diceva: sii serena, perdona sempre e fatti santa.” Aldilà delle parole più o meno precise, questa frase di famiglia l’ha accompagnata per tutta la vita. Gioia, slancio e passione apostolica non l’hanno mai abbandonata dalla giovinezza in poi. Si è consacrata al Signore tra le suore Dorotee di Cemmo a diciassette anni e ha espresso queste sue caratteristiche nei numerosissimi e spesso brevi passaggi nelle varie comunità attorno a Brescia o nella Valle.
Il suo spirito missionario e l’adesione alla volontà di Dio l’hanno portata a La Plata, in Argentina, dal 1967 al 1970: un periodo della sua lunga vita che ricordava volentieri e che aveva marcato ancora di più quella sua necessità profonda di essere allegra, di perdonare sempre e ricominciare, di pregare per tutti e farsi santa! Anche le nostre sorelle dell’America Latina la ricordano così.
Rientrando in Italia ha ripreso la sua peregrinazione con serena disponibilità e servizio, nelle varie comunità dove l’obbedienza la portava.
Nell’apostolato, nella giovinezza, nella vecchiaia o nella malattia, suor Damiana ha avuto la grazia di essere sempre gioiosa dalla vocazione e di desiderare che tante giovani potessero scoprire la gioia di seguire Gesù. Tutte siamo state piacevolmente sorprese, quando un giorno, una delle ultime volte che ancora riusciva a scappare, quasi novantenne, per andare al mercato, sapendo che al Mater c’era una giornata per le giovani, ha proposto a due ragazze incontrate casualmente per strada, di suonare al campanello del numero 30 perché c’era un bell’incontro con loro. Le giovani l’hanno ascoltata e hanno partecipato all’incontro raccontando di essere state invitate cosi. Sicuramente qualcosa di bene è stato seminato nella loro vita per il loro cammino, le affidiamo a Dio.
Il mercato era il suo abituale luogo di incontro del giovedì. Suor Damiana salutava, faceva festa a tutte le persone, diceva una parola buona. Era anche particolarmente attratta dalla bancarella dei dolci, si avvicinava, prendeva una manciata di caramelle e le regalava ai bambini che passavano. Era diventato un rito. Questa cosa un po’ strana e divertente aveva colpito Enrico proprietario della bancarella accanto.
Quando questo appuntamento era venuto a mancare, lui era venuto a cercarla… e da allora veniva regolarmente in Casa Angeli tutti i giovedì mattina a farle visita. Era simpaticissimo vedere la scena. Lui le faceva fare un giretto in giardino spingendo la sua carrozzella, se c’era brutto tempo la portava invece in chiesa per dire insieme una preghiera.
Cosi è stato questa mattina, il suo amico Enrico, davanti alla salma ha dato il suo ultimo saluto con devozione e riconoscenza, chissà quale tocco di Dio era arrivato al suo cuore attraverso quelle manciate di caramelle!
Prendiamo da suor Damiana l’esempio di semplicità gioiosa. Le chiediamo che dal cielo continui la sua preghiera e la sua opera per il dono di nuove vocazioni nella Chiesa e nel nostro Istituto.
Lei, come era solito fare, dal cielo continuerà a dire anche il suo grazie per ogni cura ricevuta da tutte noi sorelle, dal personale di Casa Angeli, e dai suoi parenti che molto ha amato.
Le operatrici presenti per il turno di notte, mentre le prestavano le cure nell’ultima notte di vita, commentavano: “Non si è mai lamentata, amava molto cantare, parlare allegramente, non ha mai detto una parola offensiva, è sempre stata gioiosa…voleva sempre pregare il Rosario attorcigliato alla sua mano, amava dirci che lei pregava per tutti almeno cinque rosari ogni giorno…”
Con affetto la accompagniamo oggi alla Cappella del Cimitero di Cemmo, dove riposerà insieme alle tante sorelle che l’hanno preceduta in Paradiso e con cui ha condiviso un pezzetto di vita terrena.
A tutte e a ciascuno un abbraccio fraterno con la serenità regalata da questa sorella, che ora ci ha lasciato andando incontro allo Sposo!
Suor Vincenzina Zagon
Superiora Generale
SUOR DAMIANA VIVENZI al Battesimo GIULIA
Nasce a Marmentino (Bs) il 21-3-1926
Entra a Cemmo il 29-12-1943
Veste l’abito religioso il 9-10-1944
Emette la Prima Professione in Casa Madre
a Cemmo il 10-10-1946 e la Professione Perpetua in Casa Madre a Cemmo il 18-9-1952.
Svolge il suo apostolato nella comunità
di Ossimo Inferiore:
dall’1 ottobre 1947 all’1 ottobre 1949
dall’1 ottobre 1976 al 30 settembre 1978
dall’1 ottobre 1979 all’1 settembre 1992.
Le condizioni di salute si aggravano progressivamente, fino alla morte, avvenuta verso le ore 5 di giovedi 13 giugno 2019.
Il funerale, presieduto da don Pierangelo Pedersoli, viene celebrato nella parrocchia di Cemmo, venerdi 14 giugno 2019 ore 17.00.


DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Ossimo Inf.
Sembrava una normale serata in oratorio, quando a don Paolo si è accesa una lampadina e, felice, ci ha proposto:”Che ne dite ragazzi se organizzassimo delle settimane di lavoro?”
Al momento siamo rimasti un po’ perplessi, ma quando il don ha spiegato il suo progetto l’idea è subito piaciuta a tutti. Dal dire al fare è passato davvero poco tempo e infatti ci siamo subito messi all’opera per aprire i nostri primi due cantieri!
Grazie all’aiuto di un cortese agricoltore, abbiamo piantato in un campo della parrocchia, incolto da decenni, patate e fagioli: a settembre li abbiamo venduti tutti!
E poi, avete notato che belle le ante nuove della canonica? Ah sì? In verità al primo piano sono quelle vecchie! È stato merito nostro e della maestria di un esperto falegname se sono tornate al loro splendore originario.
Che dire, oltre ad aver imparato tanto, aver conosciuto nuove persone, aver aiutato la comunità e aver approfondito le nostre amicizie ci siamo divertiti tantissimo!
Faremo in modo che anche l’anno prossimo esperienze così si ripetano: siete tutti invitati a venire a lavorare con noi, nessuno escluso!
Un grazie particolare a don Paolo, don Mauro, Antonio, Clara, Michele, Fabrizio e Simone che ci hanno supportato e sopportato.
Andrea Anja Gabriele Lorenzo
Sabrina Chiara Francesca Riccardo
Durante la scorsa estate, genitori e ragazzi di Ossimo Superiore hanno preso l’impegno di tenere aperto l’oratorio quattro volte a settimana, con la speranza di poter offrire un momento di svago per tutti i ragazzi dell’altopiano. Ogni giovedì i volontari hanno proposto una serata a tema ottenendo un grande riscontro: bambini e ragazzi si sono ritrovati in oratorio per passare una serata insieme.
Le attività proposte sono state diverse, a partire dal “cinema sotto le stelle”, passando per il “Nutella party” e il torneo di ping pong.
Non solo è stata un’occasione per radunare più persone nel corso di un’unica serata, ma è anche stato utile al nostro oratorio per raccogliere fondi, utili per le future ristrutturazioni del vicino parco giochi.
Possiamo parlare di un successone: dopo alcuni anni di stallo per il nostro oratorio, quest’anno abbiamo visto ragazzi provenienti dai comuni adiacenti e numerosi villeggianti divertirsi insieme.
Abbiamo deciso di estendere l’iniziativa dell’apertura degli oratori dell’Altopiano del sole anche durante l’inverno, per stare in compagnia anche nei mesi più freddi.
Ad accrescere l’affluenza di bambini e ragazzi è stato senza dubbio anche il grest, svoltosi per una settimana anche a Ossimo Superiore.
I volontari, e in generale tutti i ragazzi, hanno apprezzato l'organizzazione, tanto da coinvolgere ogni volta altri amici, aumentando così il numero dei presenti.
È stato bello vedere quante persone si sono dichiarate disponibili e propense ad ogni tipo di attività.
È importante, per un paese piccolo come il nostro, riuscire a trascinare i giovani in progetti come questi, per tenere vivo Ossimo, per vederlo vivace e allegro. È tutto un po’ più bello.
I nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno voluto portare avanti questa bella e nuova aggregante iniziativa.
Giulia Maggiori

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Ossimo Sup.
Anche quest’anno scolastico ha visto i piccoli avventurieri dell’Asilo Sacro Cuore decollare per un viaggio ricco di scoperte, nuove esperienze e vecchie certezze. La maestra Daniela e le persone che, insieme a lei, da tempo accompagnano con dolcezza, competenza e passione la crescita dei nostri bimbi, hanno dato l’abbrivio ad un anno a tema con uno dei più sentiti del nostro tempo: la cura della Terra, di cui i bambini sono scopritori e preziosi custodi.
Si dice che i punti di vista non siano che la vista da un punto, e quello a cui i bimbi sono invitati e di cui stanno facendo esperienza, siano sguardi molteplici e sensibili che li aiutano a scoprire la natura e a custodirla.
Profondamente legata alla terra e alla cura di tutti coloro che, come da molti anni ormai, si prodigano per lavorarla e condividerne i frutti, anche questo Novembre si è svolta la consueta Castagnata. Tre giornate espressione di un impegno corale che ha viste unite molte forze, tra genitori, appassionati lavoratori, fedelissimi, commercianti e professionisti che hanno messo a disposizione premi invitanti, maestre e bimbi operosi. Il risultato è stato un momento di vicinanza, buon cibo e buona musica, divertimento e calore, nonostante il tempo impietoso che non ha però fatto demordere i più motivati sostenitori di questo appuntamento, da anni solare con ogni meteo.
L’impegno condiviso non ha mancato di dare ottimi frutti, questa volta primaverili, anche nella vendita di torte e biscotti che ha permesso, nell’estate, di poter concludere l’acquisto e installazione di nuove tapparelle che meglio conservino il calore all’interno dello spazio quotidiano dei nostri cuccioli.
Lo sguardo lungimirante e progettuale abbraccia ogni fronte.
Quest’anno i bambini si sono resi protagonisti di un’esperienza di psicomotricità basata sul metodo di Bernard Acouturier, in cui hanno potuto giocare e sperimentare se stessi liberamente. In ogni seduta i piccoli sono stati aiutati, ripercorrendo le più importanti tappe evolutive, a sostenere la loro crescita affettiva, cognitiva e relazionale. L’entusiasmo dei bambini in questo progetto si fa, come spesso, cartina tornasole della bontà della proposta.
Al rientro dalle vacanze di Natale si partirà invece con il progetto di musica che li avvincerà in un mondo di ritmi, suoni e armonie.
Avere uno sguardo strabico talvolta può essere un’eccellente risorsa: un occhio al qui ed ora, sempre curato, accogliente e stimolante, ed uno avanti, verso nuovi orizzonti, verso il desiderio di concretizzare un progetto sperimentale inglese che renderebbe la lingua straniera pane quotidiano dei nostri fanciulli e delle loro famiglie. Avvincente e ambizioso!
“C’è in quello che immagino qualcosa che non riesco a vedere, che fa la magia di quello che immagino”… Auguriamo a tutti voi buona immaginazione, buona scoperta… e Buon Natale!
Eleonora Bonizzoni

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Ossimo Sup.
Sabato 17 Agosto nella nostra Chiesa Parrocchiale si è tenuta la Celebrazione conclusiva delle Giornate Eucaristiche dell’Altopiano. Ed in questa occasione la Comunità Parrocchiale di Ossimo ha vissuto una giornata intensa, iniziata di buon mattino con l'esposizione del Santissimo Sacramento, proseguita con il tempo per l'adorazione personale e poi con la celebrazione della S. Messa presieduta per l’occasione da Mons. Bruno Foresti, vescovo emerito di Brescia.
Potendo contare sulla presenza del M° Luca Faccanoni e grazie al generoso patrocinio della nostra Associazione Pro Loco “per Osèm”, a conclusione della giornata, in chiesa si è tenuto un interessante concerto d’organo: appuntamento estivo che dopo il restauro del 2015 è divenuto una bella e gradita consuetudine, così come è piacevole sentirlo durante le celebrazioni liturgiche. In questa particolare occasione, nella quale il M° Faccanoni ha presentato con dovizia i vari brani, trasmettendo la giusta “chiave di lettura”, per meglio apprezzare l'ascolto e l'esecuzione del concerto, si è ricordato il M° Pietro Pasquini, artista conosciuto durante le fasi finali del restauro ed esecutore del collaudo finale dell'opera nel settembre del 2015. Un organista virtuoso dotato di grande statura artistica, titolare della cattedra di Organo e Composizione Organistica presso il conservatorio di Brescia, prematuramente scomparso.
È stato bello sapere che le offerte raccolte durante la serata, sono andate a coprire la spesa per la manutenzione/sostituzione di parte dei giochi presenti nel campetto parrocchiale voluta da don Paolo che si è avvalso della preziosa collaborazione della Pro Loco (che ha contributo con un’offerta economica), del Gruppo Alpini e di diversi volontari.
Pertanto questo ed altri contributi ricevuti consentiranno di ridurre un poco l’impegno della Parrocchia che a breve sarà in grado di poter installare alcune nuove strutture che renderanno ancora più fruibile ed “a norma” i giochi del nostro campetto Parrocchiale che risulta ben frequentato non solo nel periodo estivo, ma anche durante l’anno dai nostri bambini.
Luca Bardoni

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Ossimo Sup.
”... Venne costruita per volere della comunità, a ricordo della visita del Cardinale Carlo Borromeo nel 1580, in segno di grande devozione. La costruzione, in un luogo rialzato che domina la Valle Camonica, fuori dall’abitato, ebbe inizio intorno al 1614 e si concluse quattro anni dopo, ma fu un’impresa difficile: nel 1617 la terra di Ossimo risultava sottoposta all’interdetto e la costruzione della chiesa venne sospesa già nell’ottobre 1616, perché gli abitanti volevano amministrare i denari delle elemosine senza intervento del Rettore. Nel piccolo presbiterio, fa da pala un affresco di autore ignoto del XVII secolo, che rappresenta, nella parte bassa, Maddalena e san Marco, mentre in alto san Carlo in adorazione dinnanzi alla Vergine col Bambino. Caduta in disuso e degradata per l’incuria e le infiltrazioni d’acqua, è stata restaurata nel 1986 dal Gruppo Alpini di Ossimo Superiore, che l’ha salvata dalla rovina…”
Così recita uno scritto in merito alla nostra Chiesetta che dall’alto del colle di San Carlo domina ad ovest il borgo di Ossimo ed alla sua sinistra la media Vallecamonica. Dopo il restauro degli anni ’80, oggi viene utilizzata durante il periodo estivo per la celebrazione di una Messa settimanale e a volte, dopo aver percorso la ripida scalinata di accesso, ci permette di poter sentire le note di bravi strumentisti amplificate dalla sua “suggestiva” acustica.
Da qualche tempo bisognava però porre rimedio ad alcune infiltrazioni di acqua dal tetto e dal campanile. Così, a fine estate, grazie alla generosità e all’impegno di alcuni volontari (ed un ringraziamento sentito va, oltre che all’immancabile Giuliano, a Guido e Salvatore) è stato possibile riparare il tetto del piccolo campanile, ripulire le gronde e sostituire oltre 100 coppi danneggiati.
È bello vedere che l’unione di intenti e di impegno consentono di realizzare, seppur con qualche fatica, piccole opere che rafforzano e gratificano il nostro essere comunità.
Luca Bardoni

DALLE NOSTRE COMUNITÀ - Lozio
Ecco cosa racconta un articolo pubblicato sul Bollettino Parrocchiale di Lozio nel 1968, ritrovato tra le vecchie carte del Segretario “Ministro del Tesoro”.
CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA - “Dichiaro proprio che gli abitanti di Laveno sono tutti benefattori benemeriti ed anche se una lapide con i nostri nomi non è stata ancora eretta, certamente una stele luminosa è eretta vivissima davanti al trono di Dio. Ebbi modo l'anno scorso di lodare gli amici di Sucinva e di Sommaprada quando ripararono le loro chiesette ebbene, quest'anno lo devo fare per gli amici di Laveno.
Nella seconda metà di maggio è stato completamente rifatto il tetto della loro Chiesa con una spesa di L. 418.000 interamente coperta da generosissime offerte. È stata convocata una riunione nel salone parrocchiale di quasi tutte le famiglie, si è esposto il caso e da tutti è stato preso atto che la Chiesa era in condizioni pietose e perfino pericolante. Varie pitture in totale disfacimento a causa dell'acqua, macchie orribili sulla volta; acqua gocciolante in sagrestia sui paramenti, allargamento delle crepe, pericolo di crollo della sagrestia).
Si chiede di compiere il lavoro completo e di affidare l'incarico alla Ditta F.lli Gennaro, conosciuti per la loro onestà e scrupolosità nel lavoro. Per predisporre e ordinare il lavoro ed approntare i materiali fu eletta una commissione composta dai signori Ballarini Donato, Medici Giovanni, Ballarini Giovan Battista e Piccinelli Mario, di cui quest'ultimo fu segretario, cassiere e Ministro del Tesoro.
Purtroppo nel sopralluogo eseguito poi si vide che anche le travi erano rovinate e si dovettero rinforzare. Parte del legname fu allora offerto dal Comune ed il resto da varie persone. Abbassate un po' e rifatte le capriate, collocate lamiere attorno al campanile, fu ricoperto il tetto (sagrestia compresa) con tegole.
Essendo stata la spesa di L. 418.000 e interamente coperta, furono offerte in media L. 2.211 per ogni abitante di Laveno. Ma poiché le famiglie offerenti sono state 45 su 58, esse hanno offerto in media L. 9.511 ciascuna. Col tempo si provvederà anche all'interno, ma un passo per volta, il Duomo di Milano fu terminato solo l'anno scorso.
Ma intanto è un sollievo entrare in Chiesa e vedere che le macchie sono quasi completamente asciugate ed il Parroco ed il Sagrista non corrono più pericolo di vita. Che sarebbe successo se il Parroco fosse perito sotto le macerie della sagrestia? Lui avrebbe certo finito di brontolare ma voi avreste dovuto attendere non uno ma cento anni prima di averne un altro.
Parole di ringraziamento vivissimo furono a suo tempo formulate in Chiesa, ora anche da questo foglio tutti indistintamente gli offerenti e gli operai, la Commissione ed il Segretario, intendo di nuovo ringraziare.”
Sono trascorsi 51 anni da quando il Parroco di allora, Don Domenico Boniotti, pubblicò questo articolo sul giornalino parrocchiale. Due dei componenti la commissione nominata sono ancora viventi e il Segretario, chiamato scherzosamente dal Parroco "Ministro del Tesoro", ora ha 96 anni ma ricorda bene gli avvenimenti e ci ha confessato che nella realtà raccolse ben L. 38 in più rispetto alla spesa sostenuta. Racconta inoltre che le poche famiglie che non riuscirono a contribuire con i soldi, prestarono la loro opera secondo le proprie possibilità nell'esecuzione dei lavori.
Dopo tutti questi anni ora il tetto della Chiesa di S. Maria Assunta della frazione di Laveno ha bisogno di opere importanti.
L'intervento interessa tutta la copertura della navata principale, dell'abside, della cappella laterale e della sagrestia e ammonta a un importo complessivo di euro 71.000. Il Progetto è stato presentato alla Curia di Brescia e si è in attesa del benestare della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Brescia.
I tempi sono molto cambiati, come si evince dalla foto dell'articolo, una volta potevano collaborare tutti alla realizzazione delle opere: uomini, donne e anche i bambini si divertivano a stare sul ponte a fare il passa-mano con le tegole per il tetto, non c'erano tutte le regole attuali sulla sicurezza dei cantieri!
Speriamo però che il cuore dei fedeli sia rimasto uguale! È vero che le famiglie purtroppo ora non sono più 58 ma solo 31, molti son mancati e tanti si sono trasferiti. Vogliamo credere che anche loro saranno generosi nel ricordo dei famigliari e dei loro avi che, con sacrificio, hanno permesso la realizzazione di queste nostre belle chiese.
Confidiamo anche nell'aiuto dei fedeli villeggianti che soprattutto nel periodo estivo animano le nostre S. Messe.
È vero che i tempi attuali sono economicamente incerti, ma pensiamo ai tanti sacrifici che hanno comportato la realizzazione e la manutenzione delle cinque chiese della Parrocchia e ci sarà più facile aprire il nostro cuore con generosità.
Parrocchiani dei SS. Nazzaro e Celso


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